Minniti lascia la Camera per l’ex-Finmeccanica: Il Pd ha ormai più poltrone che voti

sabato 27 Febbraio 15:20 - di Michele Pezza
Minniti

Che sia la presidenza di Unicredit (Padoan), la vicedirezione della Fao (Martina) o la guida di una fondazione (Minniti), sugli esponenti del Pd non tramonta mai il sole. Che bello auto-proclamarsi “parte migliore del Paese” e poi goderne gli effetti come se davvero lo fosse. E come se l’Italia scarseggiasse di menti, talenti e competenti in grado di occupare posti e poltrone ottenuti invece per meriti esclusivamente partitocratici. E quindi senza merito. Ma tant’è. In questo la sinistra è come il famoso confetto purgativo di una vecchia réclame di Carosello: basta la parola. Infatti, è di queste ore la notizie dell’uno-due messo a segno da Leonardo, già Finmeccanica: giovedì costituisce la fondazione Med-Or, il giorno dopo annuncia che a presiederla sarà Marco Minniti.

Minniti guiderà la fondazione Med-Or (Leonardo)

L’uomo è esperto di militaria (Finmeccanica ha dimestichezza con le armi) e, suggeriscono i bene informati, anche di geopolitica. Ma è il solo in Italia? Sembrerebbe di sì, dal momento che per accettare l’incarico sarà costretto a lasciare il Parlamento. E questo perché la fondazione in questione è controllata per il 30 per cento dal ministero dell’Economia. Certo, sapere che uno dei suoi avrà comunque a che fare con armi e scenari infuocati non farà piacere all’ala pacifista della sinistra. Ma è difficile che dalla designazione di Minniti possa venirne giù un mezzo terremoto come quello innescato dal cinguettio di ruffiana solidarietà vergato da Nicola Zingaretti all’indirizzo di Barbara D’Urso.

I Dem ormai non fanno più politica

Suona semmai come conferma, l’ennesima, del Pd come partito ormai completamente appiattito sul sistema. Al punto che ormai l’uno è indistinguibile dall’altro. Un po’ come accadeva nella Prima Repubblica con la Dc. Con la differenza che a giustificare l’anomalia di allora c’era la Guerra Fredda che ora non c’è più. Più prosaicamente, oggi si può sostenere che i Pd abbiano occupato tutto l’occupabile. Banche, enti, istituzioni e ora, con Minniti, anche le fondazioni. In compenso, di fatto il partito non fa più politica. E forse è proprio per questo che, chi può, scappa altrove.

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