Meloni a Belpietro: «Nel corpaccione ci sono i poltronari, tutti nelle file della maggioranza»

lunedì 8 Febbraio 9:02 - di Bianca Conte
Meloni Draghi Belpietro

«Siamo franchi e leali, e non abbiamo paura di essere, a modo nostro, unici. È questa la cifra di Fratelli d’Italia». Il fulcro della articolata risposta di Giorgia Meloni al direttore Belpietro, sulla scelta di rimanere saldamente e fieramente all’opposizione rispetto a un governo Draghi. È il perno di un approccio alla politica, etico e pragmatico, che più volte, in questi giorni di consultazioni e dure recriminazioni, che la leader di Fratelli d’Italia si è ritrovata spesso a dover spiegare e motivare. Giorni di inaccettabili attacchi e di aspre polemiche, su cui torna oggi la prima pagina de La Verità in una dialogo aperto tra Giorgia Meloni e il direttore della testata, Maurizio Belpietro. Un confronto sincero e ci si augura, chiarificatore una volta per tutte.

Meloni risponde a Belpietro: ecco perché diciamo no a Draghi

A partire dal fatidico “isolamento” che non solo Giorgia Meloni disconosce, ma che rispedisce al mittente spiegandone le ragioni. Ossia: innanzitutto perché, sentirsi isolati rispetto al mainstream non rappresenta certo un problema per Fratelli d’Italia, forte di una coerenza premiata in termini di fiducia degli italiani. Perché, spiega la Meloni, sono gli elettori il riferimento dal momento che a loro risponde l’azione di un partito politico in democrazia. E, come ha più volte ribadito la presidente di Fdi in questi giorni. E come sottolinea anche in un’intervista rilasciata sempre oggi al Messaggero, «noi ci siamo presentati dicendo che non avremmo appoggiato governi tecnici e non saremmo andati al governo con Pd e M5S». Per questo, insiste la Meloni, «non mi sento isolata. Anzi sento il dovere di dare voce a milioni di italiani che rivendicano il loro diritto di votare. Come accade in tutte le democrazie del mondo. Piuttosto che veder nascere l’ennesimo esperimento di Palazzo».

«Fuori dall’esercito dei poltronari nell’interesse specifico della nazione»

E non è una posizione preconcetta, ma basata su alcuni dati di fatto incontrovertibili. Come rileva Giorgia Meloni nel dialogo su La Verità con il suo direttore, «sono tutte obiezioni fondate. Una di certo è vera: Fratelli d’Italia avrebbe avuto molta più convenienza a stare dentro questo grande calderone. Pardon, nel «governo di unità nazionale». Ma il mio è un partito di patrioti. E non ci siamo mai mossi per calcolo. Ma solo nell’interesse specifico della nazione. Se conquistiamo consenso grazie a questo ne sono felice. Ma le nostre scelte non sono mai state subordinate alla convenienza elettorale». Motivo per cui, prosegue la numero uno di Fdi, «non sono d’accordo con chi dice che questa è la fase dove chi sta fuori lo fa per convenienza di parte. Perché la convenienza sarebbe proprio stare dentro il corpaccione del governissimo, non fuori. E per dirimere ogni dubbio sulla questione basta vedere dove si trovi l’esercito dei poltronari: io li scorgo tutti nelle file della maggioranza».

I 3 motivi che spiegano la scelta di stare all’opposizione

E allora perché questa scelta del «no» al governo Draghi? «Perché siamo fermamente convinti che per il bene dell’Italia serva altro che non un intero Parlamento schierato con un governo scelto all’interno del palazzo. Prima di tutto per non rassegnarsi alla cosiddetta morte della politica. Non è vero che siamo tutti la stessa cosa, come un certo populismo «di establishment» prova a far credere. I partiti hanno radici, identità e visioni che tra di loro non sono sovrapponibili. Il governo Draghi dovrà fare delle scelte ma, con un Parlamento composto a maggioranza da Pd e 5 stelle, e quindi ostaggio della sinistra, temo che sarà molto difficile fare le cose coraggiose che servono per tutelare il nostro tessuto produttivo, i posti di lavoro, la libertà di impresa e proteggere i nostri asset strategici. E lo stesso vale per temi come la difesa della famiglia e dei confini. Quella di Fratelli d’Italia non è preclusione di principio, ma è la consapevolezza che le nostre idee sono incompatibili con quelle della sinistra».

«La nostra sarà un’opposizione patriottica come sempre»

In secondo luogo – per quando possa sembrare velleitario, o infantile, o addirittura suicida in una nazione nella quale i furbi vengono osannati e i coraggiosi combattuti – per noi è sacro rispettare la parola data. Ci siamo presentati agli elettori dicendo che avremmo governato solo con il centrodestra ed è un impegno politico che intendiamo onorare. Proprio questo ci permette di agganciare il terzo elemento: crediamo che sia molto utile e sano, per una democrazia, avere un’opposizione che abbia la libertà di dire quando il governo fa delle scelte sbagliate. A Mario Draghi abbiamo assicurato che da parte di Fratelli d’Italia non c’è e non ci sarà alcuna opposizione preconcetta: la nostra sarà un’opposizione patriottica come sempre. Per questo potrà contare su di noi per ogni misura che reputeremo utile al bene della nazione.

Belpietro a Meloni sul governo Draghi: «Con la tua presenza aiuteresti a far sì che l’esecutivo sia migliore»

Ma Belpietro prova insistere. E nella sua replica vis a vis, rilancia: «So bene che la dinamica di una moderna democrazia si compone di due schieramenti, una maggioranza e una minoranza, con la seconda a fare opposizione e dunque a vigilare sul rispetto delle regole. Ma a questo Fratelli d’Italia non rinuncerebbe se dichiarasse la disponibilità a sostenere un governo Draghi. Un sostegno che non è una cambiale in bianco, né un atto di fede, ma semplicemente un atto di fiducia in una svolta, una fiducia che tu potresti ritirare anche il giorno dopo se il governo presentasse un programma che Fratelli d’Italia non condivide o se, dell’esecutivo, facessero parte ministri incapaci. Ecco il punto. Con la tua presenza aiuteresti a far sì che l’esecutivo sia migliore».

Le scelte di Fdi per dire no a «sotterfugi. Trasformismo. Tatticismi»

Ma Giorgia Meloni non si sposta dal tracciato segnato. E conclude: «Il nostro è l’atteggiamento serio di chi, avendo a cuore il destino dell’Italia, ne difende le fondamenta. A partire dalla democrazia, che lega chi è rappresentato a chi lo deve rappresentare. E valuta nel merito ciò che è bene e ciò che è male: senza sotterfugi. Senza trasformismo. Senza tatticismi». Ed è proprio questo, per chiosare con le parole dell’attacco, che rende Fratelli d’Italia un partito «franco. Leale. E a suo modo unico».

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