Covid, Bassetti: “Per quattro-cinque settimane giochiamo in difesa. Poi volteremo pagina”

sabato 20 Febbraio 16:28 - di Adriana De Conto

E’ sempre stato un ottimista sul Covid e la sua diffusione ma adesso Matteo Bassetti suggerisce un cambio tattico in attesa di tempi migliori. Meglio un centrocampo a 5 e una sola punta che il tridente offensivo. Usa una metafora calcistica il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. Il senso è chiaro anche a chi di calcio non si occupa: a fronte delle nuove varianti del coronavirus, molto più contagiose, invita  a maggiore prudenza, a stare più abbottonati e giocare di rimessa. “Per quattro-cinque settimane dobbiamo giocare coperti, in difesa. Sono le fasi decisive in questa partita contro la pandemia”, dice l’infettivologo in una intervista a Il Messaggero.

Covid come il calcio, la tattica di Bassetti

I tempi che suggerisce Bassetti non sono esigui, ci vuole ancora pazienza, però potrebbero racchiudere la svolta che tutti gli italiani si attendono. Se l’infettivologo prescrive un atteggiamento prudente c’è da dargli retta. Lui non è mai stato un catastrofista, non ha mai diffuso paure ingiustificate, ma anzi le ha combattute nei suoi vari interventi. Subendo critiche e minacce. Ora afferma al Messaggero: “Penso che bisogna essere molto attenti. Le prossime cinque settimane”, spiega, “ci diranno con chiarezza come si svilupperà l’andamento del contagio”. Prende spunto dal  il malessere degli operatori economici della Liguria – regione di cui è consulente – per affermare che la zona arancione in cui si trova attualmente “risponde alla cautela che serve in questi giorni” Non per questo “voglio dire che avremo per forza una moltiplicazione dei casi; né, come dice il professor Galli, che il mio reparto rischia un’esplosione dei ricoveri, perché non è così”, dice Bassetti che ha sempre stroncato l’idea di lockdown generalizzati

Ripartenza? “Partire a raffica con le vaccinazioni”

La tattica del professore è: “non bisogna scoprirci e giocare con le tre punte. Meglio cinque centrocampisti, quattro difensori e un attaccante che gioca di rimessa”. Parallelemente ” dobbiamo partire davvero a raffica con le vaccinazioni. Dobbiamo renderci pronti a fare almeno 300-350mila vaccinazioni da fine marzo. Oggi ne facciamo 40mila”.  Solo se ad aprile “arriveremo a quelle cifre, potremo iniziare a parlare di ripartenza. L’importante è passare indenni febbraio e marzo; dopo potremo cominciare a girare pagina. Difendiamoci ora e vacciniamo velocemente come stanno facendo gli americani”.

 

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