Bassetti: “Le varianti non perdonano: ecco quelle che possono sfuggire ai vaccini”

venerdì 5 Febbraio 14:43 - di Gabriele Alberti
Bassetti varianti

“Non voglio giudicare le persone, ma il piano vaccinale ad oggi è stato un fallimento, quindi è bene comunque cambiare. C’è bisogno di un nuovo impulso”. Parla l’infettivologo Matteo Bassetti. Non è la prima volta che il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova dà un giudizio severo ma reale della situazione. Lo spiega ogni volta anche dai suoi canali social con dovizia di particolari. “Troppe cose non hanno funzionato, al di là dei ritardi sui vaccini, dai bandi alle assunzioni dei medici”. Inizia così, per poi allertare sulle varianti del Covid, sulle quali poco o nulla è stato fatto in termini di campionatura e ricerca.

Vaccini: “Nuova ripartenza”

Con l’Adnkronos Salute Bassetti, che è anche componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, commenta le varie ipotesi su un avvicendamento alla guida del commissario per l’emergenza coronavirus con il cambio del Governo. “Ci vuole una nuova ripartenza – osserva l’esperto -. E occorre ripensare una campagna informativa ad alto livello: con più siti -suggerisce- dove fare le vaccinazioni sfruttando le farmacie, i medici di famiglia, le fiere e le caserme. Occorre vaccinare velocemente per evitare altre ondate e la circolazione delle varianti”, esorta Bassetti.

Bassetti, varianti: quali sono le più pericolose

E a proposito di varianti spiega: “Difficile dire quale variante è più pericolosa tra quelle fino ad oggi individuate. Quella sudafricana e quella brasiliana sembrerebbero essere le più pericolose”, risponde Bassetti a una delle domande più frequenti che le persone si pongono. “La prima si concentra di più nella saliva ed è più facilmente contagiosa”, sottolinea Bassetti. “E poi ha la capacità di avere questo meccanismo per cui può scappare alle difese immunitarie che noi produciamo. Ovvero: una persona viene in contatto con il virus, produce gli anticorpi e nonostante gli anticorpi si infetta lo stesso per una seconda volta, anche poco tempo dopo la prima“.

Bassetti: vaccini e varianti

La domanda delle domande riguarda l’efficacia dei vaccini contro queste varianti. Risponde Bassetti: “I vaccini sono stati sviluppati sulla proteina ‘Spike’ del virus cinese, il primo sequenziato – ricorda Bassetti -.  Potrebbe essere quindi che queste varianti scappino ai vaccini. E’ un punto ancora non definito che però preoccupa. Sulla variante inglese invece, per ora predominante in Europa, i vaccini sembrano funzionare”.

Secondo l’esperto, però, “ora la cosa più importante è dire che siamo il Paese in Ue che fa meno rilevazione di sequenziamenti: 1 su 1.000 positivi, mentre ci sono Paesi che ne fanno 40-50 e la Danimarca arriva a 150 su 1.000 positivi.

Servono risorse per mappatura quotidiana

Non si può pensare di parlare delle varianti senza sapere che cosa sta succedendo nel nostro Paese. Bassetti avverte: “Non abbiamo un’idea chiara su questo problema perché non si è adeguatamente investito sui laboratori per il sequenziamento genetico. Alcune strutture lo fanno molte altre no”. E conclude con un’esortazione a fare presto: “Servono risorse per fare una mappatura quotidiana: tutti i laboratori devono inviare un certo numero di campioni e devono mandare i risultati al ministero della Salute. Che poi deve elaborare una mappa della circolazione delle varianti nel Paese. C’è urgenza su questo tema e stiamo perdendo molto tempo”.

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