Cambio della guardia a “Repubblica”: Augias lascia la rubrica con i lettori. Arriva Merlo

sabato 27 Febbraio 13:30 - di Francesca De Ambra
Augias

Uno che lascia perché «avanti negli anni» e l’altro che gli subentra per «non invecchiare». Tutta qui la differenza tra Corrado Augias e Francesco Merlo, che martedì si daranno il cambio nella conduzione della storica rubrica della posta di Repubblica. Il resto è assoluta continuità di visione e di obiettivi. L’annuncio del cambio di guardia nell’edizione odierna, in forma di doppia intervista. firma di Simonetta Fiori. In tutti questi anni, ben 45, Il giornale fondato da Eugenio Scalfari è riuscito a ritagliarsi il ruolo di muezzin più che di sentinella della sinistra: l’ha mobilitata e le ha indicato la strada per la salvezza.

L’avvicendamento martedì prossimo

Che poi abbia finito più che altro per snaturarla, è un altro paio di maniche spiegabile con la provenienza radical-azionista del suo Fondatore. E non pochi e decisivi sono stati i “salti” ideologici propiziati dalle sue battaglie a mezzo stampa. Una funzione “maieutica” cui ha contribuito molto proprio la rubrica dedicata ai lettori. Non per niente Augias, che l’ha ereditata da Barbara Palombelli nel 2001, l’ha definita un «oblò» da cui scrutare lo «stato d’animo del Paese». Già, si deve anche a Repubblica se la sinistra attuale è più Terzo sesso che Quarto stato. Cioè più determinata ad ampliare la platea dei diritti civili che a tutelare quelli sociali.

Augias l’ha condotta per 20 anni

E così pure l’aver valicato il garantismo per approdare al giustizialismo. È in un’intervista a Scalfari che Enrico Berlinguer annuncia la svolta sulla «questione morale», che ancora oggi resta il vero filo rosso che lega l’identità dell’ultimo Pci a quella del Pd, passando  per Pds e Ds. È servita a combattere prima Craxi e poi Berlusconi. In compenso ha trasformato la sinistra in un’ipocrita sentinella del moralismo. Insomma, più che scrutarli, lettori ed elettori Repubblica li ha plasmati e guidati, com’è nella logica di un giornale-partito quale innegabilmente è. Lo ha fatto anche grazie al Muezzin in bella vista sulla torre della posta: ieri Augias, domani Merlo.

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