Bassetti: «Chi ha Covid lieve o moderato va curato a casa». E spiega i sintomi da tenere d’occhio

mercoledì 24 Febbraio 13:23 - di Luciana Delli Colli
covid curato a casa

Ora è scritto nero su bianco: per i pazienti Covid con sintomi lievi e moderati va curato a casa o comunque extra ospedaliera. L’indicazione è contenuta nel documento redatto dall’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sui criteri di appropriatezza per gestire i malati dal domicilio all’ospedale. «Una indicazione di questo tipo mancava fino ad oggi e mi auguro che possa aiutare tutti i clinici italiani a uniformare i loro comportamenti», ha commentato l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha coordinato il gruppo di esperti che ha stilato le linee guida.

Quando l’ospedale non è necessario: dove curarsi

«Speriamo che tutti leggano il documento e lo utilizzino», ha aggiunto il direttore della Clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova. Le strutture dedicate alla cura dei malati Covid non gravi possono essere, oltre al domicilio, «alberghi assistiti, Rsa, lungodegenze e ospedali di comunità». Bassetti, che all’argomento ha dedicato un lungo post fu Facebook, ha spiegato inoltre che «i malati dovrebbero disporre di strumenti di misura della saturazione dell’ossigeno marchiati Ce, anche di tipo non ospedaliero». Dunque, «oltre ai saturimetri, sono ammessi anche i braccialetti o pulsossimetri digitali».

Bassetti: «Ecco chi può essere curato a casa»

Gli esperti hanno indicati cinque livelli di gravità della malattia: asintomatica, lieve, moderata, grave e critica. L’infettivologo, quindi, ha chiarito che «febbre a 38 gradi centigradi e 92% di saturazione di ossigeno sono i valori soglia da usare per classificare la malattia da Covid-19 lieve o grave». Il documento affronta gli esami necessari per inquadrare correttamente il paziente Covid in ospedale, anche alla luce di «possibili co-infezioni da virus o batteri». Gli esami, «da fare sia in pronto soccorso che nei reparti degenza» a tutti i pazienti, sono le analisi «del sangue standard; emogasanalisi; radiografia del torace o ecografia o tac torace (sulla base dei parametri clinici e biochimici)».

Il passaggio dall’ospedale all’assistenza domiciliare

Perché possa avvenire la dimissione a casa, poi, «si richiede un solo tampone negativo fatto dopo 10 giorni l’inizio dei sintomi. Ed essere asintomatici da almeno 3 giorni». In caso, invece, persistano i sintomi, le dimissioni, secondo gli esperti che hanno redatto il documento dell’Agenas, possono avvenire «se non si hanno febbre e saturazione superiore al 92% da almeno 48 ore, se non si è in ossigenoterapia e si è autosufficienti nelle attività quotidiane».

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