Barbareschi: farò una serie tv su Palamara, non deve esistere una magistratura politicizzata

domenica 7 Febbraio 18:23 - di Riccardo Angelini
Barbareschi

Luca Barbareschi sta pensando di realizzare una serie tv sulla vicenda Palamara e la magistratura politicizzata. L’attore e regista ne parla in un’intervista al quotidiano La Verità, che portò alla luce le imbarazzanti intercettazioni di Palamara.

Barbareschi: una serie tv su Palamara

«Posso dire – afferma – che sto pensando a una serie tv ispirata anche a quei fatti. Da tempo sono osservatore di un macrosistema italiano che dura da decenni e coinvolge un certo modo di vivere le istituzioni». L’Italia – continua Barbareschi – è il Paese dei capri espiatori. Lo è dai tempi di Mussolini, di Andreotti, di Bettino Craxi. Si pensa di uccidere il capro espiatorio per risolvere il problema. Ma il problema permane e fa parte dell’evoluzione intellettuale e democratica del Paese”.

L’avviso di garanzia è diventato una fatwa

Per Barbareschi «il discorso intorno alla magistratura è antico: non può esistere una magistratura politicizzata. L’ho vissuto sulla mia pelle in alcune occasioni, quando ho ricevuto avvisi di garanzia perché magari non ero troppo simpatico a un magistrato. L’avviso di garanzia, lo dice la parola stessa, dovrebbe garantire chi lo riceve. Oggi è diventato una fatwa. La responsabilità è l’uso politico e personale che alcuni magistrati fanno del ruolo ricoperto. Penso a Tangentopoli, con Antonio Di Pietro. O al Pm John Woodcock. Penso a processi durati più di vent’ anni, con imputati alla fine assolti. Però con la vita stravolta».

Barbareschi: Pd acronimo di “Pensiero dominante”

Infine Barbareschi scherza sul Pd: Pd potrebbe diventare “l’acronimo di Pensiero Dominante. Ho fatto un sacco di cose nella mia vita. Ho lavorato a New York, sono stato diretto da Roman Polanski, realizzato un’infinità di spettacoli teatrali. Eppure, ogni volta che ho bussato ad alcune porte per presentare dei progetti, c’era chi faceva finta di non sapere chi fossi. Perché non ero allineato a un certo pensiero dominante”.

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