Trump e il vice Pence a colloquio per preparare la transizione. E l’amico Netanyahu gli volta le spalle

martedì 12 Gennaio 11:14 - di Roberto Frulli

Trump “apre” alla transizione con Biden. C’è stato un primo colloquio tra Donald Trump e Mike Pence, dopo un’interruzione delle comunicazioni che andava avanti da mercoledì scorso, giorno dell’assalto al Campidoglio.

Secondo quanto riferito dalla Cnn, che cita due fonti dell’amministrazione, il presidente americano ed il suo vice si sono incontrati nello Studio Ovale alla Casa Bianca.

Trump e Pence, secondo le fonti citate, hanno avuto un colloquio positivo. E hanno discusso di quanto succederà nei prossimi giorni, gli ultimi del loro mandato, mentre hanno fatto “una riflessione sul lavoro ed i risultati degli ultimi quattro anni”.

Sempre secondo le fonti, Pence e Trump “hanno ribadito che coloro che hanno violato la legge e hanno assaltato il Campidoglio la scorsa settimana non rappresentano il movimento America First sostenuto da 75 milioni di americani e hanno ribadito l’impegno a continuare a lavorare per il Paese per il resto del loro mandato”.

Ieri la speaker dem Nancy Pelosi aveva dato un ultimatum a Pence: attivare il 25° Emendamento per cacciare Trump o, altrimenti, sarebbe stato impeachment. Un’ipotesi a cui è contrario il 43 per cento degli americani, secondo un sondaggio.

Di certo Capitol Hill sarà off-limits per gli americani, il pubblico in generale, il 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca.

È stata Yogananda Pittman, prima donna e prima afroamericana alla guida della polizia di Capitol Hill ad annunciarlo.

Pittman ha preso il posto di Steven Sund che si è dimesso dopo i fatti del 6 gennaio denunciando di aver ripetutamente sollecitato lo stato di allerta preventivo della Guardia Nazionale, proprio temendo disordini, ma di essere stato ignorato e perfino ostacolato dai funzionari addetti alla sicurezza di Camera e Senato.

Diversi agenti di polizia, ha confermato, sono stati sospesi mentre continuano le indagini sull’assalto al Campidoglio.

E, intanto, c’è chi, come il premier israeliano Benjamin Netanyahu, volta le spalle al suo amico e alleato Donald Trump. Che tanto lo ha aiutato favorendolo al punto di spostare l’ambasciata Usa a Gerusalemme.

Benjamin Netanyahu si è velocemente adeguato ed ha rimosso dal suo account Twitter la foto principale che lo vedeva dialogare con Trump. Un messaggio più che esplicito.

A lungo lì c’era stata un’immagine del presidente americano in un faccia a faccia con Netanyahu. Poi nello scatto che immortala la firma degli Accordi di Abramo alla Casa Bianca con Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

Ora, invece, c’è la foto del premier israeliano che si sottopone al vaccino contro il Coronavirus. E che, nei giorni scorsi, aveva definito “vergognoso” l’attacco al Campidoglio.

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