Toto premier: Di Maio resta in pole position ma avanzano anche Gentiloni, Casini e Fico

mercoledì 27 Gennaio 12:09 - di Antonio Marras

L’ipotesi di un asse Renzi-Di Maio per far fuori Conte è più che una indiscrezione, visto che merita una categorica smentita del diretto interessato, il presunto artefice della strategia per buttare fuori “Giuseppi” da Palazzo Chigi. Una smentita che non lo toglie dallo scomodo ruolo di clamoroso otusider nel toto-premier, visto che il leader dell’Iv, Matteo Renzi, ha bisogno di trovare una sponda nei grillini e potrebbe decidere di puntare sul nome di Di Maio nelle consultazioni al Quirinale, spiazzando innanzi tutto il M5s, di cui “Gigino” tiene le fila.

Di Maio a Palazzo Chigi con la benedizione di Renzi? Arriva la smentita

“L’articolo del Corriere della Sera ci risulta francamente surreale e lo smentiamo con forza. Nel pezzo ogni presunto contatto tra Di Maio e Renzi viene smentito dai renziani, dal nostro staff, ma d’improvviso spuntano fuori non meglio identificate fonti qualificate che, senza indicare un quando, un come, un dove, un perché, lasciano intendere che, appunto, ci siano stati contatti tra i due leader. Non si sa di che genere, in quale forma, a proposito di cosa: generici e confusi contatti. E questi nebulosi contatti riescono magicamente ad occupare allo stesso tempo una sola riga del pezzo ma oltre metà del titolo. Come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato ma molto spesso si indovina”. Lo scrive lo staff del ministro degli Esteri Luigi di Maio.

“Il ministro Di Maio – prosegue – non sente Matteo Renzi da settimane e settimane. Al contempo, mantiene cordiali rapporti con molti esponenti di IV e non se ne vergogna affatto, è ciò che del resto si verifica per molti altri esponenti di governo e non. Questa continua ricostruzione falsa, drammaturgica e dietrologica del sospetto sta diventando francamente stucchevole e la consideriamo uno dei sintomi di questo clima avvelenato. Il ministro Di Maio è ad oggi tra le persone più vicine al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed è colui che si è adoperato in prima persona nell’individuazione dei costruttori per un consolidamento della maggioranza”.

Altri nome per il toto premier: spuntano Gentiloni e Casini

Il Pd, però, avrebbe un suo nome per sostituire Conte, un nome “pesante”, forse troppo: quello del commissario Ue Paolo Gentiloni, profilo ideale per prendere in carico, col sostegno di una maggioranza allargata, il peso della programmazione del Recovery Fund. Tra i grillini, invece, resta caldo anche il nome del presidente della Camera Roberto Fico, per un governo politico-istituzionale, così come quello di Marta Cartabia ex presidente della Corte costituzionale,  e di Elisabetta Belloni, attuale segretario generale della Farnesina.

Uno scenario a sorpresa viene invece disegnato dal direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, che sulla Sette svela una indiscrezione: ci sarebbe anche il “vecchio” dc, eletto col Pd, Pierferdinando Casini, tra i papabili per Palazzo Chigi.

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