Mio Italia, in migliaia hanno aderito alla serrata contro il governo. Bianchini: “Non molliamo” (video)

venerdì 8 Gennaio 13:58 - di Romana Fabiani

Una serrata massiccia, su tutto il territorio nazionale, per protestare contro il governo Conte. Che continua, ossessivamente dicono gli imprenditori aderenti a Mio Italia, a ignorare le richieste di ristoratori, gestori di impianti sportivi, di alberghi e altri. E li costringe a una gimcana di chiusure e aperture all’insegna della fantasie cromatiche del premier. E dei suoi tecnici.

Mio Italia lancia una serrata di due giorni

Secondo le disposizioni di Palazzo Chigi potevano riaprire ieri e oggi (giovedì e venerdì) per poi restare chiusi nel fine settimana. Non lo hanno fatto. In tantissimi hanno aderito all’iniziativa lanciata da Mio Italia (movimento imprese e ospitalità). ‘Caos? No grazie’, recita la locandina della protesta. “Se il governo naviga a vista – dice il presidente Paolo Bianchini –  noi siamo costretti a restare chiusi. Non possiamo aprire a comando. Chi lo dice non sa cosa significhi avere un’attività”.

Le bugie del governo, che sta uccidendo le imprese

“Il governo, con le sue bugie e con le sue tasse, ci sta uccidendo”, incalza Bianchini, proprietario di un ristorante nel cuore del centro storico di Viterbo. “Tutti devono sapere quel che accade. Per questo Mio Italia ha deciso una serrata di protesta”. I ristoratori che hanno aderito alla campagna di chiusura volontaria hanno affisso davanti ai locali la locandina di Mio Italia. E hanno postato la foto foto. Risultato? Una galleria di immagini che fotografa plasticamente la realtà numerica della protesta.

“Non possiamo aprire a comando”

“Quindi secondo Conte, premo il bottoncino e apro. Oggi è zona rossa. I fornitori quando arrivano? La merce la compro domani mattina? I dipendenti in cassa integrazione? La consulente del lavoro come attiva l’Inps? E poi venerdì sera la riallaccia? Giovedì e venerdì, quando si lavora poco? Sabato e domenica quando si potrebbe fare qualcosa, mi richiudono?”, così un ristoratore su Facebook alla vigilia della serrata. “Cari amici, capisco tutto. Ma un’impresa non funziona senza un minimo di programmazione. E ora ci vogliono indennizzi non ristori”.

“La pazienza è finita. Servono indennizzi”

Insomma la pazienza è finita, la corda si è spezzata.  Come recita una delle tante grafiche realizzate da Mio Italia. I ristori e le elemosina del governo non bastano. “Tornerò ad accogliervi con il sorriso non appena potremo lavorare con continuità, sicurezze e certezza di non dover aprire a singhiozzo”, scrive Bianchini su Facebook rivolgendosi ai suoi clienti.

Il nodo degli affitti e dei pagamenti

“I problemi sono tanti  e vanno affrontati seriamente”, dicono nella speranza che il Parlamento, o una sua parte, non faccia spallucce. Dal nodo degli affitti (presto si assisterà a contenziosi pesanti da proprietari e affittuari) a quello del pagamento dei finanziamenti forniti da Stato e Regioni. Per chi li ha ricevuti. “Se non fatturiamo, non possiamo iniziare a pagare il prestito, perché di questo si tratta, nei prossimi mesi. Bisogna far slittare l’avvio dei pagamenti”.
Sul fronte tasse, bollette non va meglio. “Denunceremo – continua Bianchini – la mancanza dell’arrivo dei ristori promessi a Natale, la partenza di 50 milioni di cartelle esattoriali e la totale incertezza in cui lavoriamo. A migliaia ieri e oggi hanno quindi chiuso le serrande”.

Migliaia di aziende stanno per fallire

” Migliaia di aziende stanno per fallire per la mancanza di ascolto e visione, stanno giocando con le nostre vite a causa del loro gioco delle poltrone, infischiandosene di centinaia di migliaia di italiani, ridotti alla fame. Siamo nel caos più totale, è ora che intervenga il presidente Mattarella e il governo emani lo stato di crisi dell’intero dell’intero comparto dell’ospitalità”.

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