Da Yara Gambirasio agli orrori di Bibbiano: le nuove ducu serie in preparazione

martedì 19 Gennaio 9:58 - di Adriana De Conto
Netflix Bibbiano

Una docuserie sugli orrori di Bibbiano è in cantiere. Precederà un altro lavoro  sul caso di Yara Gambirasio. Ce lo anticipa sulla Verità Claudia Casiraghi. Il tutto avviene sull’onda lunga del successo ( e di critiche) avuto da “SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano “, la serie che si è distinta per una lettura molto parziale sul fondatore Vincenzo Muccioli. Suscitando molte polemiche. E’ Gianluca Neri,  capo della “42”, società di produzione che lo  scritto e prodotto, ad anticipare all’Ansa i progetti futuri. Che nascono sull’onda lunga del grande successo di “SanPa”. Nasce da questo riscontro di pubblico una “una sorta di missione educativa”, spiega Neri, in nome della quale la sua azienda  si farà produttrice di altre  produzioni televisive che hanno catturato la sensibilità collettiva.

Docu-serie su Bibbiano

Auspichiamo che la “missione educativa” di cui la “42” vuole farsi promotrice prenda in mano i fatti di Bibbiano e dell’inchiesta “Angeli e demoni” con la sensibilità che meritano le vicende degli affidi illeciti che furono oggetto d’inchiesta.  Neri si è detto pronto a raccontare la storia di Yara Gambirasio e, prima ancora, quindi l‘orrore dei bambini strappati alle famiglie tra Bibbiano e Rignano Flaminio. Durante l’intervista concessa a la Verità Neri ha dichiarato:  «(Con SanPa, ndr) pensavamo di poter coinvolgere reduci di quegli anni, invece ci sono tantissimi giovani ai quali abbiamo raccontato un mondo che neppure immaginavano». Ha ammesso di essersi commosso durante il montaggio. E che questo lo ha indotto a proseguire: “raccontare in profondità storie di questo tipo, senza avere presunzioni, preconcetti”.

Bibbiano, il produttore assicura rigore

Ecco, speriamo che Neri abbia letto anche tutti gli articoli su “Sanpa” che hanno riequilibrato certi passaggi oscuri su Muccioli, ricordandone il coraggio  per avere intrapreso un’impresa che ha salvato vite e ridato sollievo a famiglie. In un’Italia assente sotto il profilo della lotta alla droga. Ci auguriamo che non prevalga l’ideologia nella docu-serie sui fatti dolorosi di Bibbiano. Il produttore assicura “un rigore proprio della cronaca giornalistica”.  «Per primo – anticipa all’Ansa-  potrebbe andare in onda un progetto proposto alla società da Selvaggia Lucarelli: Kid’s don’t lie, i bambini non mentono, che ripercorre il filo, ingarbugliato, di casi strumentalizzati con al centro l’infanzia tra Rignano Flaminio e Bibbiano». Va da sé che la cronaca dei fatti di Bibbiano dovrà collegarsi al silenzio omertoso e alla connivenza della classe politica di sinistra.

Bibbiano e l’intreccio con la politica

Bibbiano si distingue dal caso  Gambirasio. Nel caso di Yara,  Neri ha fatto capire che seguirà il canovaccio di ogni singola udienza. Bibbiano si pone al crocevia di diversi elementi. Ideologia, politica, debolezza dei bimbi e delle famiglie. Il lavoro sarà complesso. Non dimentichiamo che i fatti di Bibbiano hanno fatto parte del repertorio di recenti campagne elettorali. Per l’inchiesta denominata Angeli e Demoni,  Andrea Carletti, esponente del Partito democratico e allora sindaco di Bibbiano, è stato indagato per concorso in abuso di ufficio. All’epoca Luigi Di Maio -gridava  allo scandalo. «Noi mai con il Partito di Bibbiano».

C’era chi difendeva la classe politica di  sinistra, biasimando chi parlava di “sistema Bibbiano”; chi biasimava, al contrario, un sistema di affidi che aveva i suoi bravi presupposti ideologici nella demonizzazione delle famiglie di appartenenza. I casi sono stati tanti e meriterebbero un’attenzione diversa l’uno dall’altro.  E’ pure vero che una ricostruzione televisiva del caso non potrà ignorare “la contaminazione tra palazzo e cronaca, e le implicazioni sociali che ne derivano”.

Progetti in cantiere

Tra i progetti in cantiere della “42”, ci sono i casi della Uno Bianca, la serie di crimini della banda guidata dai fratelli Savi. E c’è la trasposizione in docu-serie della storia di Gianni Franciosi, l’infiltrato tra i narcos (c’è già stata una miniserie con Giuseppe Fiorello). E poi una novità: il debutto cinematografico: la 42 ha acquisito i diritti del memoir di Vittorio De Sica, La porte del cielo (edito da Avagliano), per una coproduzione con gli Stati Uniti in cui potrebbe esserci il coinvolgimento di Christian De Sica. Che da sempre coltiva il sogno di raccontare la storia paterna e di quei primi anni faticosi della prima metà del secolo scorso.

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