Allarme neve ad Accumoli, casette d’emergenza a rischio crollo. La Protezione civile non può intervenire

sabato 9 Gennaio 15:01 - di Elsa Corsini

Una nevicata abbondante, anche prevedibile visto l’altitudine, e il cratere di Accumoli, in provincia di Rieti, è di nuovo in ginocchio. L’allarme viene dal Comitato Illica vive, fondato dalla giornalista Sabrina Fantauzzi. Che dal suo profilo Facebook fotografa in tempo reale la situazione che rischia di esplodere nelle prossime ore in una zona flagellata dal sisma di 4 anni fa.

Allarme neve ad Accumuli, l’Sos del comitato ‘Illica vive’

A fare le spese della ‘troppa neve’ le abitazioni d’emergenza, teoricamente provvisorie, nella quali abitano tanti residenti. Molti dei quali anziani. Sistemati lì dopo il tragico terremoto dell’agosto 2016, che rase quasi al suolo Amatrice. “I tetti delle Sae (sistemazioni abitative d’emergenza, ndr) nel cratere di Accumoli stanno cedendo sotto il peso della neve. La popolazione  – si legge nel post – si sta mettendo in azione come può salendo per spalare la neve. Il rischio è che si possano fare male”.  Due foto corredano il post che viene aggiornato continuamente. “Le condizioni meteo sono pessime. La neve continua a cadere. Stanno chiamando i vigili del fuoco per chiedere aiuto”.

La Protezione civile non può intervenire

Nel fare appello alla collaborazione di tutti, Fantauzzi spiega i motivi dei ritardi. Perché nessuno va a spalare la neve insieme ai residenti, costretti a fare tutto da soli? La Protezione civile, incredibilmente, non può farlo. Anche se volesse. A causa di uno dei tanti decreti del premier Conte che – informa Rita Marocchi,  residente in una Sae di Accumoli e animatrice della pagina Facebook ‘La voce di Trijji’ – ha affidato la competenza di queste emergenze ai comuni nelle aree del sisma. Ma i Comuni, già in difficoltà per l’emergenza covid e l’assenza di fondi, non ce la fanno. Stiamo parlando di decine di frazioni disseminate tra le alture del reatino che da oltre quattro anni vivono in condizione di assoluta precarietà.

Un’area dimentica dal governo

E’ dei giorni scorsi la denuncia del black out delle linee telefoniche che rischia il quasi totale isolamento di queste zone. Soprattutto per i più anziani che utilizzano la rete mobile e non la rete 4G o 5G.

La situazione è fuori controllo. Non si può vivere a 1200 metri di altezza con casette appropriate per un villaggio turistico al mare. Tante le responsabilità dei ritardi. Dal commissario straordinario passando per il presidente del Consiglio. Alcune aree del nostro Paese, come i comuni del Cratere del centro Italia, sono completamente abbandonati a loro stessi. E sopravvivono a stento grazie alle braccia e al cuore dei più giovani.

Ogni inverno la stessa situazione. Ogni anno gli stessi appelli inaspettato, Tre anni fa il comitato Illica Vive chiedeva  “al presidente Conte, al commissario Farabollini, alla Protezione Civile, al presidente Zingaretti, ai sindaci di costituire una cabina di regia per l’emergenza neve nel cratere. E  dotare i cittadini di tutti gli strumenti per sopravvivere alla stagione invernale”.

 

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