Mascherine dalla Cina, nell’inchiesta spunta la “Papessa” di Vatileaks, Francesca Chaouqui

venerdì 4 Dicembre 17:59 - di Redazione
inchiesta mascherine dalla Cina spunta il nome della Chaouqui

Mascherine dalla Cina, nell’inchiesta di Roma spunta tra i 4 indagati anche il nome della “Papessa” di Vatileaks: Francesca Chaouqui. Gli inquirenti al lavoro sull’indagine incentrata sulle maxi commesse di mascherine aggiorna l’elenco dei 4 indagati aggiungendo nella lista anche Francesca Immacolata Chaouqui, nota per il suo coinvolgimento nello scandalo della fuga di informazioni riservate sulla Città del Vaticano. In questa circostanza giudiziaria, però, la donna figura tra gli indagati sul traffico di influenze e ricettazione. Le indagini sono andate avanti anche oggi, con la perquisizione di società e con l’acquisizione di ulteriore documentazione.

Inchiesta mascherine dalla Cina: la Chaouqui tra gli indagati

E allora, nell’Italia delle trame e delle truffe, i magistrati indagano al momento su 4 persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta della Procura di Roma sulle maxi commesse dei dispositivi. Partite di mascherine acquistate dalla Cina quando la pandemia di Covid ha investito il nostro Paese con una prima ondata di contagi. Oltre ad Andrea Vincenzo Tommasi, a capo di una della società coinvolte nell’indagine. Al giornalista in aspettativa Mario Benotti.Antonella Appulo, spunta, dunque, anche Francesca Immacolata Chaouqui, nota come “la papessa”. E, come anticipato, già coinvolta nell’inchiesta Vatileaks. Oggi la donna è stata sottoposta a perquisizione.

Sotto la lente dei magistrati, i reati di traffico di influenze e ricettazione

Le accuse contestate, a vario titolo, dal pool di magistrati che si occupano di reati contro la pubblica amministrazione – coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo –riguardano il traffico di influenze e di ricettazione. Fattispecie, quest’ultima, contestata alla Chaoqui. Il fascicolo è relativo alle commissioni per 72 milioni di euro per l’importazione di 801 milioni di dispositivi, ordinati a tre ditte cinesi.  Questa mattina gli uomini del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza hanno effettuato una serie di perquisizioni presso le società sottoposte a indagine. E hanno acquisito documenti anche nella sede della Protezione civile, estranea all’indagine.

Nelle carte del fascicolo c’è anche una segnalazione di operazioni sospette

Il suo nome, secondo quanto emerso dalle indagine, sarebbe stato “speso”, a sua insaputa, da uno degli indagati per cercare un canale privilegiato per ottenere la commessa, in cambio di una provvigione milionaria. Nelle carte del fascicolo c’è anche una segnalazione di operazioni sospette, sos, giunta all’antiriciclaggio di Bankitalia e finita all’attenzione dei pm di piazzale Clodio.

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