Conte e la brutta risposta in conferenza stampa, Aldo Grasso lo stronca: «La tv non perdona»

lunedì 21 Dicembre 19:50 - di Aldo Garcon
Conte

Aldo Grasso, il critico tv del Corriere della Sera attacca Giuseppe Conte per la sua ultima “performance” in tv. «Mi riferisco all’ennesima conferenza stampa di Giuseppe Conte. O meglio, al cerimoniale di queste numerose conferenze e alla percezione che ne ricava lo spettatore», premette Grasso. La prima osservazione critica: «Sono giorni difficili, nessuno lo nega ma i buoni provvedimenti sono quelli che prevengono i fatti, non quelli che li inseguono. Tempo fa, in una conferenza stampa, il premier aveva detto che i provvedimenti restrittivi si erano resi necessari per trascorrere tutti assieme un sereno Natale. Nell’ultima conferenza, invece, ci è stato spiegato che è stato varato un decreto legge per inasprire le regole durante il Natale».

Grasso su Conte

E poi ancora. «Vengono sempre convocate a ora tarda, spesso rinviate di ora in ora, come se l’attesa e la tensione per l’attesa fossero più importanti degli argomenti in discussione. Anche le modalità sono parte del messaggio». Nel mirino di Aldo Grasso ci finisce la risposta di Conte alla giornalista Sky. Il premier non regge alla pressione. E Grasso osserva: «Anche la presenza di Rocco Casalino non è di molto aiuto, considerando i suoi trascorsi televisivi. Però, se il premier si fida, è probabile che l’intervento di Jana Gagliardi, giornalista di SkyTg24 sia sfuggito alle maglie di Casalino, perché sono bastate due domande, quelle che tutti noi avremmo voluto fare, perché il premier entrasse in crisi. Sarà la stanchezza, sarà l’ansia, sarà lo snervamento, ma ci sono momenti in cui la televisione non perdona», conclude Aldo Grasso.

Il critico poi cita il premier. «Conte: “Un sistema liberal democratico non manda la polizia in casa a controllare cosa stanno facendo nelle abitazioni e quante abitazioni ci sono a meno che non ci sia aggiungo una fragranza di reato cioè il sospetto che si stia compiendo un reato e quindi ci sono degli elementi per intervenire direttamente e scongiurare che si concluda si completi una fattispecie delittuosa…”. Così, per dieci minuti, titubante».

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