Per vendere il suo libro Scanzi insulta Meloni e Salvini: «Vomitate anche voi quando li vedete?»

sabato 14 Novembre 12:42 - di Monica Pucci

Cosa non si farebbe per vebdere due copie di un libro? Insultare chiunque, soprattutto se si tratta di politici di destra, e poi sperare nelle condivisioni sui social, tutta pubblicità gratuita. Al libro, ovviamente, grazie agli insulti.
E’ il metodo-Scanzi, che sui propri social ama scagliarsi con la sua classica eleganza e il suo tipico aplomb da intellettuale contro chiunque gli possa fare pubblicità, a prescindere da un reale motivo e perfino da una reale motivazione politica. Altrimenti non si spiegherebbe come mai il giornalista del Fatto, così, a freddo, pubblichi una vignetta con un sondaggio su chi vomita quando vede Meloni e Salvini, sottolineando che “siamo in tanti” e linkando l’indirizzo web del suo libro in uscita il 17 novembre, sui “peggiori”. Ah, certo, i peggiori sono quelli che a lui fanno vomitare, che soluzione arguta, che spirito ribelle, che sagace ironia…

L’obiettivo è toccare… lo stomaco agli haters

Una tristezza infinita. Andrea Scanzi divide, incita a tirar fuori i peggiori istinti gastrici ai suoi civilissimi seguaci, per poi sperare che sull’onda del vomito comprino il suo interessantissimo libri. E’ la stampa “contiana”, bellezza: c’è da fare una cosina di soldi, in questa fase in cui gli italiani sono alle prese con morti e contagi, perché non approfittare per mettere un altro po’ di zizzania tra gli haters, ai quali Scanzi strizza l’occhio, anzi, lo stomaco.

Il libro di Scanzi, l’auto-cazzaro negazionista del virus

Il libro di Scanzi in uscita in questi giorni, al quale facciamo volentieri pubblicità visto che in effetti ne ha tanto bisogno, si intitola “La congiura dei peggiori” ed è edito da Rizzoli. Un approfondito e raffinatissimo ragionamento politico di 144 pagine che succede ad un altro testo fondamentale del pensiero politico ai tempi del Covid, “I cazzari del virus”, capolavoro passato alla storia come primo testo involontariamente autobiografico, visto che il primo negazionista cazzaro, in ordine di tempo, ma quando già si cominciava a morire di coronavirus, fu lo stesso autore della spietata denuncia contro gli altri.

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