L’Iss: «L’epidemia peggiora, gli ospedali sono alla soglia critica. Le persone devono restare a casa»

martedì 10 Novembre 8:32 - di Edoardo Valci
Iss

«Si conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento». È quanto si legge nel nuovo report dell’Iss. «Nella maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario di tipo 3. Ma sono in aumento il numero di Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio nazionale con criticità ormai evidenti in numerose Regioni italiane».

Iss: «Servono misure più severe»

«La situazione descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali. E il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni». si legge ancora nel report dell’Iss. Quindi «è essenziale rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni». È «necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone».

«Epidemia non gestibile sul territorio»

«Tutte le Regioni sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio. O a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. È essenziale rafforzare le misure di mitigazione come indicato nel documento trasmesso con circolare del Ministero della Salute».

Iss: «Rimanere a casa il più possibile»

«Si conferma», sostiene ancora l’Iss, «che è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. E di rimanere a casa il più possibile».

I dati provano l’emergenza

La Lombardia ha sforato il 2 (Rt a 2,08), mentre si avvicinano a quella soglia Basilicata (Rt a 1,99) e Piemonte (Rt a 1,97), seguite da Molise (1,88) e Provincia di Bolzano (1,87). Sotto l’1,5 si posizionano invece Liguria (1,48) Sicilia (1,4), Lazio (1,36), Marche (1,29) Sardegna (1,24).

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