Galli: «Attenti, andremo di nuovo a sbattere». E a Roma i medici in allarme: «Natale in trincea»

domenica 29 Novembre 9:09 - di Paolo Sturaro
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I medici a Milano e a Roma avvertono: la situazione è difficile e rischia di peggiorare. È un fuoco di fila. Inizia Massimo Galli, che è cauto sulla Lombardia “zona arancione”. «Non ho voglia di parlare di scale cromatiche. Sono scelte di tipo politico a questo punto». il primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano lo dice a Otto e Mezzo, su La7. «Quelli che dovevano parlare come esperti hanno parlato a suo tempo e non mi risulta che siano stati interpellati. La mia opinione è chiara. Io ritengo che se non si manterranno tutta una serie di precauzioni andremo di nuovo a sbattere», sottolinea.

Covid e medici, Galli: stanco di consolare i parenti

«La seconda ondata è già costata 15mila morti e sono stanco di consolare parenti», aggiunge il primario. In ospedale, racconta, «ho incontrato un serie di colleghi e il parere è unanime. Siamo felici cioè che il pronto soccorso non sia più come prima. Ma non è quello di prima da pochi giorni». E ancora: «A fronte di una discesa importante» dei ricoveri, «si consiglierebbe di fare tutto il possibile per mantenere questo trend. Ci saranno dei problemi se non saremo capaci di mantenerlo».

I medici di Roma: sarà un Natale in trincea

Nono solo a Milano, anche a Roma la situazione è tesa. «A prescindere dalle norme del prossimo Dpcm, per noi medici e per il personale sanitario sarà un Natale in trincea». Lo afferma Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma. Un Natale, quindi, «accanto ai pazienti, come gli altri giorni in questi mesi difficili».

«Tra i colleghi molti decessi»

«Molti sono i colleghi contagiati e purtroppo si contano anche molti decessi», ricorda Magi. «Vorrei che ci fosse un minimo di rispetto nei confronti dei medici, operatori, paramedici. Il comportamento troppo disinvolto degli altri può costare la vita agli operatori della salute. Pensate a loro e alle loro famiglie. Da mesi e mesi viviamo una situazione difficile, anche nella quotidianità a casa. Viviamo con la massima attenzione per evitare possibili contagi in famiglia».

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