Covid, vaccino Astrazenica: slittano i tempi. Garattini: la gara tra aziende crea solo pasticci

sabato 28 Novembre 14:13 - di Filomena Auer
Vaccino Covid Garattini

Covid, vaccino Astrazenica: ora è rischio ritardi. La gara a chi fa prima. E gli annunci propagandistici diramati ottimisticamente in fretta e furia dalle aziende, rischiano di compromettere i tempi e di confondere le persone. Almeno per quanto riguarda quanto registrato nei giorni scorsi in merito sulla sperimentazione delle dosi del prodotto di Astrazeneca/Oxford con Pomezia, che il farmacologo e presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano, Silvio Garattini, definisce come un «pasticcio».

Covid, vaccino Astrazenica, Garattini scettico

«Ritengo sia improbabile che il prossimo gennaio si possa già iniziare con la somministrazione dei vaccini contro Covid-19, almeno non quelli prodotti da AstraZeneca e dall’Università di Oxford”. È scettico Silvio Garattini, farmacologo e presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano, sulle previsioni forse un po’ troppo ottimistiche circa la velocità con cui avremo a disposizione le prime dosi del vaccino Astrazeneca/Oxford. Un lavoro al cui sviluppo ha partecipato anche l’azienda Irbm di Pomezia. «Probabilmente aspetteremo un po’ di più. Specialmente dopo quest’ ultimo pasticcio», aggiunge il farmacologo a Il Messaggero.

Difficile che a gennaio potrà iniziare la somministrazione

Certo, secondo Garattini, l’errore nei dosaggi ammesso da AstraSeneca non invalida l’intera sperimentazione. «No, affatto. Sono cose che possono succedere quando si fa ricerca scientifica e, infatti, capitano spesso». Ma è pur vero che per l’esperto, «il pasticcio che avrebbe fatto Astrazeneca è più che altro comunicativo: non si può e non si devono divulgare informazioni così importanti, in un contesto delicato come quello creato da questa pandemia, tramite comunicati stampa o interviste sui media. Abbiamo bisogno di pubblicazioni scientifiche su riviste serie – prosegue il farmacologo – e non di annunci più o meno propagandistici. Senza queste pubblicazioni non si possono fare valutazioni. In sostanza, quello che ci viene chiesto è di fidarci di tutto ciò che riferisce l’azienda. Senza avere un quadro completo dei dati». «Ma – aggiunge perplesso Garattini – non è così che si fa la scienza».

Basta gare a chi fa prima: avremo più di un vaccino

Tanto che, anche le parole che concludono la spiegazione del suo disappunto, non esprimono certo meno risentimento. «Bisogna porre fine a questa assurda gara a chi arriva prima al vaccino. Non ha senso. Arrivare per primi non rappresenta un vantaggio per l’azienda. Perché nessuna di queste imprese è al momento in grado di produrre e distribuire dosi sufficienti del vaccino. Considerato che è tutto il mondo ad aspettare il vaccino, le dosi di cui avremo bisogno sono tantissime. Troppe. E non sarà solo un’azienda a poterle fornire». Inutile sgomitare per arrivi primi alla meta, insomma, sembra ribadire Garattini. Che infatti, chiosa dicendo: «Alla fine avremo probabilmente più di un vaccino. Due, tre, quattro o addirittura dieci», ha concluso il farmacologo scettico sui tempi. Ma sicuro che, se tutto procede nel verso giusto, alla fine avremo anche l’imbarazzo della scelta.

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