Scuole chiuse in Puglia, la Azzolina colpita e affondata non ci sta: «Emiliano riapra subito». Ma i pediatri…

giovedì 29 Ottobre 13:58 - di Lara Rastellino
Azzolina a Emiliano

Proprio non ci sta la Azzolina: a Emiliano, o meglio, all’ordinanza del governatore della Puglia che sospende l’attività didattica in presenza, replica su Facebook: «Si riaprano al più presto le scuole, evitando conseguenze gravi, presenti e future, per gli studenti e per le famiglie». In realtà però, dati alla mano – che non sempre coincidono con  quelli a cui fa riferimento la  ministra – i problemi le famiglie li stanno già affrontando. E da quando le scuole hanno riaperto. E sono problemi di contagi da Covid-19. Che la ministra dell’Istruzione insiste a ributtare sulle spalle di altri, Altri istituti. Altre istituzioni. Altre personalità politiche. Tanto che sempre nel suo post, la Azzolina aggiunge: «La stessa Regione ha poi ammesso che il problema in realtà non è la diffusione del virus all’interno delle scuole, ma l’organizzazione del lavoro della Sanità regionale». Mah…

Scuola, la Azzolina contro Emiliano

Ma tant’è: la titolare del dicastero di viale Trastevere insiste a citare cifre e riscontri che, stando a quanto accade negli istituti scolastici e sui mezzi pubblici usati per raggiungere le scuole, non trovano conferme. Tanto che persino un membro del governo come Matteo Renzi, su scuola e epidemia, nelle ultime ore ha dichiarato: «La ripartenza della scuola da noi è fallita perché abbiamo pensato ai banchi a rotelle e non ad avere un punto medico in ogni istituto. Perché abbiamo esasperato i professori con regole burocratiche, ma non abbiamo fatto funzionare i trasporti».

La rivolta dei governatori contro la ministra

Ma la  Azzolina insiste nel rivendicare operato e scelte sue e dell’esecutivo. Ed il governatore Emiliano, come prima di lui quello campano, De Luca, la smentiscono a suon di ordinanze. Mentre un altro presidente di Regione, il siciliano Nello Musumeci, stante la gravità della situazione, chiede a sua volta di sospendere il concorso straordinario indetto per la stabilizzazione dei docenti precari».

L’ordinanza del governatore della Puglia

Dunque, l’ultimo in ordine di tempo a smentire la Azzolina e la sua ferrea convinzione di riaprire le scuole in nome di interventi su prevenzione e sicurezza sanitaria inefficaci e già falliti, è il presidente emiliano che, spiegando la sua risoluzione messa nero su bianco, su Sky Tg24 nel corso del programma I numeri della Pandemia», ha argomentato: «Abbiamo dovuto prendere una decisione difficile, quella di sospendere la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado». Non solo. Dopo aver definito la giornata di ieri quella del picco massimo storico con quasi 800 nuove infezioni, ha anche aggiunto: «Nelle scuole primarie abbiamo numeri pesantissimi, restano escluse dal provvedimento le scuole per l’infanzia, dove la frequenza non è obbligatoria».

«L’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole»

E infine che: «Abbiamo verificato che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole. È bene che il governo se ne renda conto». Del resto, come riferisce in queste ore anche il sito di Orizzonte Scuola, la Ministra Azzolina ripete che le scuole sono ambienti sicuri. Purtroppo però non tutta la scienza medica conferma le certezze della Ministra. Esistono due scuole di pensiero contrapposte. E intanto aumentano confusione e paura».

I dati della Federazione italiana medici pediatri

Non a caso, allora, ancora ieri la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) durante un incontro con il governatore Michele Emiliano e l’assessore alla Salute, Pierluigi Lopalco, ha caldeggiato la proposta di chiudere le scuole per almeno due settimane. Il tempo di riorganizzarsi e di dare il via libera ai test rapidi da eseguire direttamente negli istituti, per evitare alle famiglie i disagi e le attese legati alla prenotazione di un tampone. Una necessità confermata dal professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della regione Puglia che, nel condividere e motivare la decisione di Emiliano, ha rilevato: «chiudere le scuole è una scelta impopolare ma necessaria. Anche se avessimo avuto dei trasporti perfetti, non saremmo riusciti ad evitare i contagi nelle classi».

Le parole di Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanita della Puglia

E ancora, sempre Lopalco chiude la questione aggiungendo: «La scuola svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione del virus. Conta poco se si contagiano dentro o fuori le classi. Conta però che quando una classe è coinvolta, anche per un solo positivo, tutta la classe con l’insegnante deve andare a casa. Si attiva un lavoro incredibile da parte dei servizi locali. Se moltiplichiamo per tutte le scuole pugliesi, è un lavoro enorme che pesa troppo sui sistemi di prevenzione». E lovvia conclusione non può che essere: «Uno studente positivo genera almeno una ventina di contatti stretti più quelli familiari. Se ad essere positivo è un docente che ha in carico più classi, questo numero si moltiplica ulteriormente. Tradotto significa: migliaia di persone in isolamento fiduciario di almeno 10 giorni per contatto stretto, con tutti i disagi a carico delle famiglie specie quando sono i più piccoli a essere messi in quarantena».

 

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