I tre fronti di Conte, premier sotto assedio. Rinviato il vertice di maggioranza sulla manovra

venerdì 16 Ottobre 15:26 - di Valerio Falerni
Conte

Tre fronti per un premier sotto assedio. Il primo è quello interno alla sua maggioranza: lo stop di ieri di Renzi sulle riforme è stato solo un campanello d’allarme. Ma tutto sommato poca cosa se raffrontato al cappio che stanno stringendo intorno al collo di Conte i ministri Franceschini e Speranza. Nel governo, i due rappresentano l’ala rigorista, la più sensibile alle voci degli scienziati del Cts. Spingono perciò per l’adozione di soluzioni drastiche. Come il coprifuoco serale già adottato in Francia. Un mezzo avallo in tal senso è arrivato anche da Nicola Zingaretti, nella doppia veste di leader del Pd e governatore del Lazio. Infatti non lo ha escluso, ma ha auspicato «collaborazione» tra governo e Regioni.

Cts, governatori e Mes gli incubi di Conte

Non a caso, dal momento che sono proprio i governatori il secondo fronte. È il motivo per il quale Conte non impugnerà l’ordinanza con cui De Luca ha chiuso per due settimane la scuola in Campania. Le proteste inscenate dal ministro Azzolina sembrano destinate ad un binario morto. È anzi probabile che la Lombardia faccia altrettanto. Tutto, insomma, autorizza a ritenere l’ultimo Dpcm è già superato dall’impennata del contagio. Ma è il terzo fronte – quello politico – il più insidioso per Conte. Ne è prova anche il rinvio a domani del vertice sulla manovra economica fissato per questa sera.

Quattro mesi sprecati in bonus inutili

Il premier, ma anche le Regioni, hanno infatti sul groppone quattro mesi sperperati senza affrontare neppure uno dei nodi legati all’epidemia. Il governo ha largheggiato in bonus (monopattino, vacanze) piuttosto che investire in test rapidi, ai fini del tracciamento dei positivi, e in posti in terapia intensiva, per evitare il ripetersi dell’emergenza della scorsa primavera. Con la differenza che allora il virus aveva colto tutti di sorpresa, oggi no. E che allora non c’erano a disposizione i soldi del Mes, come ora. Conte non li ha richiesti per non accrescere i tormenti di Di Maio. Alla luce dei contagi attuali, una scelta davvero scellerata.

Commenti

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  • Fabio tierno 17 Ottobre 2020

    Conte ed il suo governo sono i veri sciacalli del covid : cavalcano l’onda della pandemia per il loro bieco tornaconto politico . Il cts li avalla per non perdere le prebende economiche . Gli organi di stampa del potere veicolano solo le notizie Idonee a spaventare il popolo e legittimare i dpcm liberticidi. Perché non dicono chiaramente quanti sono i contagiati con sintomi ?( pochissimi ) ; perché non dicono che gli asintomatici non sono malati? (La a iniziare deriva dalla alfa privativa del greco ma ormai in Italia la cultura è dimenticata .

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