Covid, vaccino a dicembre anzi no. Novelli: meglio non avere un vaccino che averne uno cattivo

mercoledì 21 Ottobre 18:20 - di Redazione

Vaccino contro il Covid pronto a dicembre o solo nel 2022? “Un prototipo sarà convalidato entro la fine di quest’anno” e per la produzione si guarda “a grandi bacini produttivi, non solo localizzati in Europa”. Come l’India a cui “sono già state avanzate una serie di proposte industriali”. A parlare è Ranieri Guerra, vice direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts).

Il centro Irbm di Pomezia: a dicembre sperimentazione conclusa

Il presidente del centro di ricerca Irbm di Pomezia Piero Di Lorenzo, che collabora con l’Università di Oxford per la realizzazione di un vaccino anti Covid 19 per Astra Zeneca, conferma la disponibilità delle prime dosi entro dicembre. Secondo Di Lorenzo “se non insorgono problematiche improvvise – ha detto nel corso di un’intervista concessa al sito Financial Lounge – è ragionevole pensare che la fase clinica di sperimentazione possa concludersi entro fine novembre o i primi di dicembre”. “Conclusa la fase 3 – ha proseguito – la palla passa all’Ema (l’Agenzia europea del farmaco, ndr) per l’eventuale validazione”, che in tempi normali richiede fino a 12 mesi. “Ma questi non sono tempi normali” spiega Di Lorenzo, che ricorda come la procedura di validazione sia già incominciata.

Il genetista Novelli: serve una fase 3 accurata

Ma c’è chi non è così ottimista. Non solo il virologo Crisanti, ma anche il genetista Giuseppe Novelli che afferma: “La ricerca ha i suoi tempi, è meglio non avere un vaccino che avere un cattivo vaccino”. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24. “Per fare un vaccino o un farmaco ci vogliono tra i dieci e i quindici anni, ora si sta accelerando tutto ed è giusto che si faccia per l’emergenza che c’è. Però la scienza ha i suoi tempi, abbiamo bisogno di fare una fase 3 come si deve: su un grande numero di soggetti, si parla di duecento o trecentomila persone, e per questo serve tempo”.

“Ogni evento avverso che si dovesse verificare va controllato, verificato e registrato, altrimenti le agenzie non danno l’autorizzazione. Inoltre serviranno miliardi di dosi – ha aggiunto – qual è l’azienda che oggi è in grado di produrle? Sono ipotesi molto complicate, lunghe e da valutare. Fra qualche mese avremo un candidato buono, che deve essere autorizzato e testato”.

 

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