Il pasticciaccio del governo: non arriverà un euro dall’Europa fino alla prossima estate

sabato 12 settembre 11:53 - di Massimo Baiocchi
Europa

«Contrordine compagni: almeno fino alla prossima estate, dall’Europa non arriverà un euro. Non per colpa del destino cinico e baro o dei paesi nemici del Nord Europa, ma perché abbiamo un Governo indeciso a tutto, figlio di una maggioranza che non è d’accordo su nulla. Infatti, sul tema delle risorse europee, destinate all’Italia attraverso i 4 pilastri finanziari messi in campo dall’Unione Europea, continua un indecente balletto tra il Presidente del Consiglio Conte, il Pd e il M5s. Con il premier che, a giorni alterni, cambia idea per sopravvivere, rimandando le decisioni fondamentali che servono per il futuro del nostro Paese buttando la palla in tribuna». A smascherare l’azione di Palazzo Chigi è Renato Brunetta, in un editoriale pubblicato sul Riformista.

Europa e governo, il Pnrr sembra una presa in giro

«Tutto questo avviene anche dopo che il Governo ha presentato, nei giorni scorsi, le tanto attese linee guida del Recovery Plan nazionale. Ribattezzato, probabilmente con involontaria ironia, Pnrr », aggiunge Brunetta. «Gli italiani sono venuti così a sapere da Conte che all’Europa non sarà presentato a breve un vero e proprio piano, corredato da un Action Plan fatto di quantificazioni precise e di scadenze mirate. Ma soltanto delle slides che non contengono un numero, una data. Slides (non vorremmo che la mano fosse quella del Governo Renzi) che costituiscono appunto le linee guida. Inemendabili da parte del Parlamento, a detta del presidente Conte».

Brunetta: «Ci sarebbe da ridere se non facesse piangere»

«Ci sarebbe da ridere, se tutto non fosse da piangere»,  continua Brunetta. Per la presentazione ufficiale del Piano vero e proprio, tutto slitterà al prossimo gennaio (se va bene), per ammissione stessa del Governo, che di questo slittamento ha però incolpato la Commissione Europea. E così, niente soldi dall’Europa fino a giugno-luglio del 2021. A ben vedere, però, la responsabilità di tutto ciò non può che essere, in gran parte, dell’Esecutivo e delle sue incertezze, delle sue indecisioni, dei suoi conflitti interni’», conclude.

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