Comunali: tonfo dei 5Stelle, 13 capoluoghi al ballottaggio. Il centrodestra conferma Venezia e conquista Macerata

mercoledì 23 Settembre 16:20 - di Alessandra Danieli
Come per le regionali anche l’esito delle elezioni comunali conferma  il tonfo dei 5Stelle. Esclusi da quasi tutti i ballottaggi. E una sostanziale parità tra centrodestra e centrosinistra nei comuni eletti al primo turno.
Questa tornata elettorale riguardava 18 comuni capoluogo di provincia, di cui 3 che capoluoghi di Regione. Ad Agrigento, Enna e Nuoro, però, si voterà però più avanti. Domenica e lunedì si è votato in 15 comuni: Andria, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Reggio Calabria, Trani. Più i tre capoluoghi di Regione Aosta, Trento e Venezia.

Comunali, tonfo dei 5Stelle

Il centrodestra si aggiudica senza problemi la vittoria di un capoluogo importante come Venezia. Luigi Brugnaro viene riconfermat0 sindaco della Laguna con il 54,14% dei voti. E sconfigge il principale sfidante, il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.
Al centrodestra anche Macerata con l’ottima performance di Sandro Parcaroli, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Nuovo Cdu e Udc), eletto al primo turno con il 52,02%. Che ha avuto la meglio sull’avversario Narciso Ricotta. Una vittoria importante per il centrodestra, dopo 20 anni ininterrotti di amministrazioni rosse.
Il centrosinistra, invece, vince al primo turno a Trento, dove è stato eletto sindaco Franco Ianeselli, che succede a Alessandro Andreatta, sindaco di centrosinistra in carica dal 2009. A Mantova, dove è stato riconfermato il sindaco uscente Mattia Palazzi, trainato da una coalizione di 9 liste. E a Trani, dove ha vinto Amedeo Bottaro. A Fermo confermato al primo turno con un plebiscito il sindaco uscente  Paolo Calcinaro, appoggiato da liste civiche, che ha ottenuto il 71,41% dei voti.
I grillini escono battuti e non riescono a portare a casa nemmeno una vittoria. Solo in due comuni, Matera e a Andria, riescono ad andare al ballottaggio.

Al ballottaggio 13 capoluoghi di provincia

Al ballottaggio 13 capoluoghi di provincia chiamati al voto. A Lecco la sfida di ottobre è tra il centrodestra in vantaggio con Peppino Ciresa (48,71%) e  Mauro Gattinoni di centrosinistra (41,67%). Praticamente non pervenuto il candidato pentastellato che ottiene il 3,69%.
Dovrà aspettare il secondo turno anche Reggio Calabria dove la sfida è tra il sindaco uscente del Pd Giuseppe Falcomatà(36,85%)  e il candidato sindaco del centrodestra, il leghista Antonio Minicuci con il 33,8%. Sempre in Calabria va al ballottaggio anche Crotone con buone possibilità per il centrodestra con Antonio Manica (41%)  che sfida il  Vincenzo Voce (36,3%).

Testa a testa a Matera

A Matera è testa a testa tra centrodestra e 5Stelle. Il grillino Domenico Bennardi (27,21%)  dovrà vedersela con Rocco Luigi Sassone 30,68%). Quello della città lucana è l’unico caso in Italia, insieme ad Andria, dove il partito di Di Maio è rimasto in pista. Ad Arezzo andranno al ballottaggio il sindaco uscente di centrodestra, il leghista Alessandro Ghinelli (47,4%) e il candidato del centrosinistra Luciano Ralli (35,01%). Anche a Chieti si va al secondo turno. A sfidarsi Fabrizio Di Stefano (34,98%) sostenuto dal centrodestra e Diego Ferrara (22,98) del centrosinistra con ben 13 liste. La Lega si conferma il primo partito (16,7) seguito da Fratelli d’Italia che sfiora il 13%. Male il Pd con il 6,59%.

La Lega primo partito a Bolzano

Ad Andria il centrosinistra sfiderà al ballottaggio i 5Stelle. Nella città, dove si è tornati alle urne dopo oltre un anno di commissariamento prefettizio, lo scontro è tra la candidata del Pd, Giovanna Bruno (38,23%)  e il grillino Michele Coratella (20.69%). Che supera di un soffio il candidato del centrodestra Antonio Scamarcio (20.35%). Anche a Bolzano si dovrà aspettare il secondo turno per conoscere il nome del nuovo sindaco. La sfida è tra l’uscente di centrosinistra Renzo Caramaschi (33,96%) che ha battuto per una manciata di voti l’avversario di centrodestra Roberto Zanin  (33,13%). Nel capoluogo altoatesino è in leggero calo la Suedtiroler Volkspartei, la Lega è il primo partito italiano. Ed è proprio la Svp a rappresentare l’ago della bilancia al secondo turno. Ad Aosta è ancora in corso lo spoglio. Probabilmente al ballottaggio si sfideranno Gianni Nuti del centrosinistra e il leghista Sergio Togni.

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