Avevano concepito una bambina per stuprarla: condannati i genitori pedofili di Grosseto

sabato 5 settembre 16:58 - di Penelope Corrado

Una storia di abusi pedofili programmati su una neonata. Concepita con il preciso scopo di diventare oggetto delle fantasie malate del padre e della madre. Una vicenda che arriva da una famiglia “insospettabile” della provincia di Grosseto.

Una condanna mite rispetto all’abuso mostruoso

Oggi è arrivata la sentenza. La coppia abusava, infatti, della figlia di due anni, scambiandosi anche materiale pedopornografico che ritraeva la piccola. Padre e madre, entrambi di un Comune della provincia di Grosseto, sono stati condannati dal Tribunale di Firenze rispettivamente a 9 anni e a 6 anni di reclusione.

Hanno concepito la figlia per stuprarla

Dunque, gli orchi avevano pianificato gli abusi già prima della sua nascita. Dall’analisi delle chat è emerso infatti che la madre ha portato avanti la gravidanza con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise con il compagno.

Con gli orchi di Grosseto agiva una terza donna

Inoltre, una terza persona dovrà scontare sei anni. In tal caso, è una donna e ha abusato due figli minori oltre ad aver scambiato materiale pedopornografico con lo stesso uomo. I reati contestati ai tre sono divulgazione di notizie e informazioni finalizzate allo sfruttamento sessuale dei minori di 16 anni, produzione di materiale pornografico realizzato con minori di 18 anni con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando della propria autorità di genitori e di violenza sessuale nei confronti di minori di 18 anni con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando della propria autorità di genitori, in concorso tra loro.

Vendevano le foto pedofile da Grosseto all’estero

Gli abusi furono scoperti dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Firenze, che a partire dall’agosto 2018, aveva partecipato a un’attività investigativa condotta dalla polizia spagnola, dalla quale è emersa la presenza sul territorio italiano di alcuni utenti attivi all’interno di gruppi a ‘tema pedofilo’, presenti sul circuito di messaggistica istantanea Telegram.

La polizia postale spagnola ha segnalato gli orchi di Grosseto

Nell’agosto 2019, a conclusione delle indagini, la polizia eseguì una perquisizione a carico di un quarantenne della provincia di Grosseto, il padre della bambina condannato dal Tribunale di Firenze. L’uomo divulgava e deteneva un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.

Su Telegram le prove degli abusi sulla piccola

L’attività di polizia consentì di accertare l’esistenza sulle piattaforme di Whatsapp e Telegram, utilizzate dall’uomo, di gruppi ‘attivi’ dediti alla condivisione di link mega.nz. Tutti riconducibili a contenuti pedopornografici e immagini e video in chiaro di minori in atti sessuali. Oltre a esse, ci sono le chat intercorse tra gli stessi utenti riferibili allo scambio di immagini e video.

Nell’inchiesta scoperte altre due mamme italiane pedofile

Infine, dall’analisi forense dei contenuti dei supporti informatici sequestrati emerse la condotta di due donne italiane. Inoltre le du, in contatto con l’uomo, per suo conto e su sua istigazione, negli anni precedenti e fino a qualche giorno prima dell’arresto avevano partecipato con lui a pratiche pedofile e alla produzione di immagini pedopornografiche, abusando loro stesse sessualmente delle proprie figlie sin dalla tenera età di uno e due anni.

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