Arrivano i banchi nella scuola dei bimbi inginocchiati. La foto diventa un caso politico. Troppe le carenze anche a Roma

martedì 15 settembre 17:40 - di Adele Sirocchi

Sono stati consegnati questa mattina, con una rapidità che desta qualche sospetto, i banchi alla scuola primaria Mazzini di Genova, parte dell’istituto comprensivo del quartiere di Castelletto, diventata ‘protagonista’ di un caso nel capoluogo ligure. Nel giorno della riapertura delle scuole, ieri, era diventata virale la foto dei piccoli alunni di una classe intenti a scrivere inginocchiati e appoggiati alle sedie, in mancanza dei banchi. In totale sono stati consegnati 250 banchi.

Bimbi in ginocchio in classe, la denuncia di Toti

Tra i primi a riprendere l’immagine dei bambini in ginocchio il governatore uscente della Liguria Giovanni Toti. Che si è chiesto, legittimamente, dove fossero finiti i banchi promessi dal governo e dal ministro Azzolina. Il preside della scuola non l’ha presa bene e ha subito parlato di strumentalizzazione. Secondo il dirigente, la foto ritrae “bambini che, durante un’attività didattica, stanno disegnando sereni in libertà” e tutta la polemica sorta successivamente tra le varie parti politiche è una strumentalizzazione “sbagliata e grave”: “Nel mio Istituto ho trovato docenti preparati e motivati, che difendo, e bambini sorridenti e felici di tornare a scuola. Questa è l’immagine che porto nel cuore da questo primo giorno e che desidero rimanga a famiglie ed insegnanti”.

I Cinquestelle ridicoli: la colpa è della destra

Inviperiti con Toti i Cinquestelle che accusano la destra di avere fatto circolare la foto incriminata per attaccare il ministro Azzolina. Alcuni hanno anche tirato fuori argomentazioni ridicole, come l’europarlamentare grillina Tiziana Beghin, per la quale i bambini in ginocchio che disegnavano sui banchi stavano “facendo festa” e si stavano divertendo tantissimo. Chissà come mai, allora, oggi sono arrivati i nuovi banchi a tamburo battente. Se stavano tanto bene in ginocchio perché non lasciarceli qualche altro giorno?

Il bilancio della Azzolina: tutto positivo

Incurante dei disagi che si sono manifestati un po’ ovunque il ministro Azzolina fa un bilancio positivo: “Non era facile la ripartenza di ieri che tanto ci ha emozionato: il bilancio è buono rispetto a una ripartenza che non era per niente scontata, anche perché noi ereditiamo una scuola che ha tanto sofferto, negli anni passati, per i tagli”.

Rampelli: come smaltire i banchi vecchi?

Il problema dei banchi nuovi si affianca a quello dei banchi vecchi. Come smaltire quelli che buttati via?  Se lo chiede Fabio Rampelli (FdI) in un’interrogazione. ”Vedere banchi di legno buttati dalle finestre nei cortili delle scuole è stato un’immagine dolorosissima e anti-educativa. Vedere poi i banchi di plastica sostituirli ancora peggio. Ma non eravamo entrati nell’era ‘liberi dalla plastica’ attorno al quale il Governo Conte ha varato leggi su leggi? E lo stesso Recovery Fund prevede il potenziamento dell’economia verde quale presupposto per poter utilizzare le risorse economiche post- pandemia, e la buona pratica del riuso per favorire l’economia circolare”.  “I banchi e le scrivanie di legno hanno accompagnato milioni di studenti italiani, spesso erano vecchi e malconci ma comunque solidi -aggiunge Rampelli- . Ora tutto questo patrimonio pagato dai contribuenti dove andrà smaltito?“.

Ritardi e disagi nella Capitale

Ritardi e disagi anche nella Capitale, dove i buchi neri causati dalla burocrazia lenta e dall’incuria di ministero e Campidoglio sono stati colmati grazie alla buona volontà di maestre e docenti. E’ questo il caso dell’istituto comprensivo Claudio Abbado (in zona Prati a Roma) dove i lavori di sistemazione sono stati ultimati solo due giorni prima della riapertura, il venerdì 11 settembre, a ridosso del weekend. Ma ciò che è accaduto in quella scuola è avvenuto un po’ in tutti gli istituti del Paese. E’ toccato alle maestre ripulire e arredare le aule, disinfettare i giochi per i bambini, predisporre le uscite e le entrate, trasportare i banchi. “Ci siamo arrangiate rimboccandoci le maniche – racconta F.N., maestra dell’infanzia – e abbiamo fatto un buon lavoro. Il primo giorno è stato ricco di entusiasmo per noi, per i bimbi e per i genitori. Ma i ritardi sono innegabili, altro che strumentalizzazioni. Di banchi monoposto neanche l’ombra. Gli insegnanti dell’organico aggiuntivo non si sono visti e neanche quelli di sostegno, quindi non possiamo garantire il tempo pieno.  E nonostante le belle giornate non possiamo fare uscire i bambini all’aperto perché il Servizio giardini ha aspettato per tagliare gli alberi proprio il secondo giorno di riapertura delle scuole”.

Ai signori grillini e sinistri che insistono a dire che si tratta di una foto fake o creata ad arte, suggerisco di…

Pubblicato da Giovanni Toti su Lunedì 14 settembre 2020

 

 

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