Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): «Dobbiamo resistere altri 6 mesi. L’Oms? Grilli parlanti»

mercoledì 26 Agosto 9:59 - di Gianluca Corrente
Ippolito

La pandemia di Covid-19 rallenta? Se lancia messaggi come questo, «l’Organizzazione mondiale della sanità sembra veramente uno dei tanti grilli parlanti». Un quadro di quello che sta succedendo con il coronavirus lo dà il professor Giuseppe Ippolito. È il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani. «Nei prossimi tre mesi inizieremo ad avere i dati sull’efficacia del vaccino che abbiamo iniziato a sperimentare. Non si tratta di arrivare prima degli altri, ciò che importa è fare bene le cose. E avere un vaccino italiano per Sars-CoV-2 è importantissimo, non dipenderemo da altri Paesi». Lo afferma iin un’intervista al quotidiano Il Messaggero.

Ippolito: vaccini su larga scala nel primo trimestre 2021

«Per una previsione mi affido a ciò che ha detto negli Stati Uniti il professore Anthony Fauci, direttore dell’Istituto malattie infettive americano. Vaccini su vasta scala potrebbero essere pronti nel primo trimestre 2021. Ma dipende da come andranno le sperimentazioni», continua Ippolito. «Lasciamo perdere quanto dicono Putin o la Cina. Oggi la rivista Science, giustamente, spiega quanto sia pericoloso saltare le fasi necessarie alla sperimentazione».

Gli anticorpi monoclonali in fase di studio

Un’altra puntualizzazione è necessaria. «Abbiamo un sistema sanitario già più preparato rispetto a prima», sottolinea Ippolito. «Inoltre, speriamo di avere presto gli anticorpi monoclonali, che sono in fase di studio, una delle opzioni possibili prima del vaccino. Sono un farmaco, un grande strumento, e su questo potremo ragionare già nei mesi a venire. Possono essere utili per trattare o per fare profilassi su pazienti ad alto rischio».

Ippolito: i medici italiani hanno una grande competenza

«Sfruttiamo la grande competenza dei medici italiani, l’esperienza che hanno maturato nell’affrontare la malattia. Dobbiamo però esser tutti molto attenti, riducendo al minimo i rischi di esposizione. Vanno applicate con scrupolo le misure di contenimento. Diciamo la verità, negli ultimi tempi questa attenzione è mancata. Come dice anche il professore Alberto Mantovani, le prove scientifiche sono l’unica cosa che conta, e ci dicono che il virus esiste, circola, è tra noi, non è mutato».

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