Cagliari, nordafricani aggrediscono un gruppo di giovani a colpi di katana e mazze da hockey

martedì 11 agosto 15:57 - di Redazione
nordafricani

Terrore a Quartu Sant’Elena (Cagliari), nordafricani aggrediscono a colpi di katana un gruppo di giovani. Gli agenti del commissariato hanno fermato ieri due giovani, un 20enne algerino e un 30enne cagliaritano di origini marocchine, con l’accusa di lesioni aggravate e porto abusivo di armi e di oggetti atti ad offendere. I due avrebbero preso parte ad una violenta aggressione, lo scorso 2 agosto, davanti ad una paninoteca ambulante sul lungomare quartese. Dalle indagini è emerso che il gruppo di ragazzi al termine di una serata in discoteca è stato avvicinato da due nordafricani.  Con fare minaccioso li avevano pretestuosamente accusati di aver rivolto delle attenzioni alla ragazza di uno di loro banconiera alla paninoteca.

Nordafricani e la violenta aggressione

A quel punto insieme ad altri giovani immigrati, avrebbero aggredito cinque ragazzi. Gli stessi magrebini hanno sfilato più volte la mascherina dal volto dei ragazzi. Poi spalleggiati da altri connazionali sono passati immediatamente alle vie di fatto. I cinque sono stati colpiti con una mazza da hockey, un frustino e anche una katana di 92 centimetri. E hanno riportato ferite lacero-contuse. Ad interrompere l’aggressione era stato l’arrivo della polizia. Gli agenti avevano soccorso i ragazzi e messo in fuga i nordafricani.

Fermati dalla polizia

Gli agenti avevano trovato le armi utilizzate poco distante, all’interno di un camper parcheggiato nei pressi della rivendita di panini. E appartenente al titolare un cittadino marocchino da lungo tempo residente a Cagliari. Le successive indagini hanno portato a identificare due degli autori dell’aggressione, fermati nella tarda serata di ieri in un casolare nelle campagne di Sinnai, nel cagliaritano. Quando i poliziotti li hanno raggiunti, i due hanno tentato la fuga. Ma sono stati bloccati e sottoposti al provvedimento di fermo. Denunciato anche il proprietario del chiosco. Nel locale erano nascoste le armi e gli oggetti utilizzati duranti l’aggressione. L’uomo dovrà rispondere di porto abusivo di armi e di oggetti atti ad offendere.

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