Tutti contro Galli della Loggia. I giovani della movida li può trattare da untori solo la sinistra…

mercoledì 29 luglio 19:19 - di Riccardo Arbusti
movida

Prendi tre frasi di un articolo e sbatti il mostro in rete, o meglio sui social. Ma anche tre frasi di un discorso. E’ sempre la stessa tecnica. E’ accaduto due giorni fa con Andrea Bocelli. E’ accaduto oggi con lo storico Ernesto Galli della Loggia, dileggiato, criticato e attaccato.

Colpevole di cosa? Di avere scritto un editoriale sul Corriere della sera in cui denuncia il fatto che nessuno si occupa più del tema periferie (molto sbandierato in campagna elettorale ma poi sempre archiviato). Dai non luoghi delle periferie si riversa – secondo Galli della Loggia – nei fine settimana una massa di giovani che invade il centro storico. “E sembrano farlo come posseduti da un desiderio di rivalsa che oggi si manifesta nella volontà d’infrangere tutti gli obblighi e le precauzioni sanitarie, di farsi beffa in tal modo di ogni regola di civile convivenza”.

Galli della Loggia si riferisce ai numerosi episodi di vandalismo che accompagnano la movida romana. Scrive: “Li muove quasi il torbido proposito di seminare il contagio, di infettare la società “per bene” insieme ai posti che essa abita…” magari – conclude lo storico –  persino”sputando sui citofoni dei fortunati che abitano in centro”. Qui Galli della Loggia si riferisce a una denuncia di una residente del centro storico che abita a Trastevere.  

Non si tratta dunque dell’invenzione retorica di un vecchio reazionario, come immagina lo scandalizzato Christian Raimo, ma di una realtà. Per non parlare del video virale girato a San Lorenzo dove si vedono giovani tirare bottiglie contro la finestra dalla quale una donna aveva protestato per gli schiamazzi.

Ma perché tanto scandalo per l’articolo di Galli della Loggia? Perché ricorda ai radical chic di sinistra che le periferie stanno lì con il loro degrado e che sono specchio dei loro fallimenti ideologici e amministrativi. Non solo. I commenti puntuti contro lo storico, accusato di classismo per avere osato criticare i bravi ragazzi che vivono in periferia, fanno a pugni con gli editoriali scandalizzati di chi proprio in quei giovani vedeva fino a qualche giorno fa i potenziali untori della seconda ondata.

Ricapitolando: fino a ieri dal Fatto a Repubblica a La Stampa fioccavano titoloni allarmati sulla movida senza regole e mascherine che ci metteva tutti a rischio. Si invocavano rigidi controlli e multe severe. Ma gli intellettuali mainstream possono dirlo. Uno storico liberalconservatore come Ernesto Galli della Loggia invece deve tacere. Questa sì che è coerenza. Del resto la gauche caviar  ama il caos e la sregolatezza, ingredienti essenziali di un’esistenza creativa e permissiva. In periferia non ci mette piede ma è sempre pronta a concederle un pensiero umanitario degno dei migliori romanzi di Dickens. Tutt’al più si lascia andare, dall’alto della terrazza, allo sguardo indulgente e benevolo verso il branco alcolizzato che casineggia in basso, lontano, irraggiungibile.

 

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