Musumeci, una furia contro Conte: «Se ne frega degli sbarchi e ci spara un colpo alla nuca»

venerdì 3 luglio 11:26 - di Fortunata Cerri
Musumeci

Nello Musumeci infuriato con Conte. «Il governo nazionale spara l’ennesimo colpo alla nuca della Sicilia mentre cerca di rialzarsi». In un’intervista a La Verità il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci non usa mezzi termine per descrivere quello che sta accadendo nell’isola. In Sicilia negli ultimi giorni gli sbarchi di migranti hanno portato con sé anche alcune persone positive al Covid. Ieri otto dei 43 sbarcati ad Augusta sono risultati positivi e messi in isolamento in una struttura a Noto. Il governatore aveva anche scritto al premier che però non ha risposto. «Lui non risponde mai – ha detto – È in serio imbarazzo perché davvero il governo sta dimostrando di essere insensibile nei confronti di una terra che è stata generosissima sul fronte dell’accoglienza». Da Roma solo silenzio. «Ci degna solo qualche funzionario», ha puntualizzato Musumeci.

Musumeci ironico: «Lamorgese? Spero stia bene»

E il ministro Lamorgese? «Spero stia bene», ha risposto ironico.  Il governatore della Sicilia aveva chiesto altre navi per la quarantena. «Non si vogliono noleggiare – ha aggiunto – Si ritiene più comodo trovare un qualunque prefetto disposto a dire “signorsì” agli ordini romani». E ha poi aggiunto: «Ne servirebbe certamente una a Lampedusa, un’altra dovrebbe stare lungo la costa siracusana o a Messina. Le navi costano, certo, ma sarebbe di gran lunga maggiore il prezzo che pagherebbero i siciliani se si dovesse diffondere l’epidemia». Il governo è colpevole «di cinismo e sciatteria» davanti a una condizione che, «capirebbe anche un bambino, è assolutamente diversa rispetta a quella vissuta negli ultimi decenni». Nel mirino anche i sanitari dell’Usmaf che, evidenzia il governatore della Sicilia, «non hanno fatto gli accertamenti sulla nave come prescrivono le norme. Se lo Stato non vuole mettere a disposizione altro personale, ce lo dica. Faremo da soli con i nostri sanitari della Regione. Saranno loro ad evitare che i positivi possano scendere dalle navi senza sicurezza né isolamento».

«Si rischia una batosta peggiore dell’epidemia»

La paura nell’isola è che possa diffondersi l’epidemia, tanto che ieri il presidente Musumeci ha ipotizzato la zona rossa attorno alla strutture che ospita a Noto i migranti positivi. «Per ora solo un’idea – ha affermato – ma ho il dovere di salvaguardare la salute della mia comunità. Continuerò a fare il mio dovere. A esercitare pressioni quotidiane, a denunciare una condotta irresponsabile e irragionevole da parte del governo, sperando che qualcuno intervenga». A preoccupare è anche il turismo, settore fondamentale per l’isola e che sta cercando di rialzarsi dopo l’emergenza Coronavirus. «Rischiamo una batosta ancora peggiore di quella dell’epidemia», ha affermato Musumeci. e infine: «Il governo si è convinto che la Sicilia possa star meglio diventando il campo profughi del Mediterraneo».

Commenti

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  • biagio 3 luglio 2020

    Egr. Musumeci, La Mogese e Bellanova tengono per le palle quel cog….e di Conte sul problema clandestini.
    Non hanno ancora capito la differenza tra un richiedente asilo e un irregolare;
    oppure:
    tra un naufrago accidentale e un affondamento pilotato.
    Quanti ne possiamo accogliere?
    Tra extra comunitari e comunitari, tra legali e illegali siamo arrivati quasi a sei milioni (fonte Istat 2019). Nello specifico
    le comunità straniere più numerose sono quelle provenienti:
    Romania con il 23,0%;
    Albania 8,4%;
    Marocco 8,0%;
    Seguono con percentuali de 3%
    bulgari, egiziani, polacchi, nigeriani, eucraini.
    Per chi non l’avesse capito sono circa 6.000.000 quelli censiti poi ci sono gli invisibili, stimati in 2.000.000.
    Non ho capito il numero che Pidioti, che appoggiano le ONG, possa essere il massimo integrabile in Italia senza che il naufragio sia fatto dagli italici in blocco.

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