L’orso M49 è fuggito di nuovo: sui Social esplode la gioia degli animalisti

27 Lug 2020 12:15 - di Penelope Corrado

L’ha fatto di nuovo. L’orso M49 è fuggito per l’ennesima volta dal recinto dove era stato rinchiuso in Trentino. Lorso più famoso delle Dolomiti, stamattina è scappato di nuovo dal recinto del Casteller, area a sud di Trento. Dalle ricostruzioni, stavolta, non ha scavalcato bensì divelto la rete di ferro per tornare in libertà.

La notizia comunicata dal presidente trentino Fugatti

Il presidente della Giunta provinciale di Trento, Maurizio Fugatti, ha interrotto la discussione sull’assestamento del bilancio provinciale per dare notizia che l’orso M49 è fuggito lunedì mattina dal recinto del Casteller a Trento.

Il plantigrado – ha spiegato il governatore – già protagonista l’anno scorso di una prima evasione dalla stessa area, questa volta non ha scavalcato ma ha divelto la rete di ferro della “gabbia” in cui era rinchiuso dall’aprile scorso. Il presidente ha concluso assicurando al Consiglio provinciale ulteriori aggiornamenti sul tema durante i lavori in aula.

Tutti pazzi per l’orso M49 e la sua nuova fuga

Sui Social si moltiplicano i commenti entusiastici sulla fuga. “E’ nella sua natura essere libero. Ha ragione lui, non noi”, commenta una follower de La Stampa. Mentre altri si avventurano in dietrologie da web. “Lo hanno fatto fuggire per poterlo tranquillamente abbattere”. Evitano di dargli un nome vero per rendere più difficile alle persone provare empatia per lui. pochi rifletterebbero sull’abbattimento di M49, molti lo farebbero sull’abbattimento dell’orso “Mimmo”. Accanto alle analisi sociologiche, spopolano gli incitamenti nei confronti dell’orso e i commenti di esultanza. “E vai”, “Siamo tutti con te”. “Che notizia ragazzi, la sua voglia di libertà era troppo grande”.

L’orso M49 risulta dotato di radiocollare, a differenza della prima volta quando fuggì dal recinto appena dopo la cattura. Sarà relativamente facile, quindi, rintracciarlo in tempi brevi e riportarlo in custodia. Ma con questo plantigrado, che ne sa una più dell’uomo, non si può mai dire.

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