Forteto, Donzelli: il Tribunale dei Minori affidò i bambini a dei pregiudicati. Accertato da due Commissioni

mercoledì 8 luglio 18:39 - di Redazione
Forteto, i due capi, Rodolfo_Fiesoli_e_Luigi_Goffredi

”I fatti gravi sono che per 30 anni il Tribunale dei minori di Firenze ha continuato ad affidare bambini al Forteto nonostante i capi della comunità fossero già stati condannati con sentenze passate in giudicato. Non certo le dichiarazioni vere e comprovate della dottoressa Galeotti, magistrato grazie al quale la verità su questo terribile caso è potuta emergere e Rodolfo Fiesoli pagare, pur tardivamente, un conto con la giustizia”.

Lo afferma il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando le parole del presidente del tribunale dei minori di Firenze Luciano Trovato, che ha definito “gravi” e “offensive” alcune dichiarazioni rese dal sostituto procuratore Ornella Galeotti in Commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Forteto.

“Sono sbalordito da questa presa di posizione: – sottolinea Donzelli – ancora oggi, dopo le sentenze che hanno reso granitica la verità sugli affidamenti e le risultanze di due commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale, in attesa di quelle della commissione parlamentare, c’è qualcuno che vuol mettere in discussione ciò che è accaduto?”

“Le anomalie nel caso Forteto sono peraltro state confermate dallo stesso ex-procuratore aggiunto Giambartolomei, che ha condotto l’inchiesta in una fase iniziale e audito ieri dalla commissione parlamentare. Parlare di ‘equilibrio’ e ‘consapevolezza’ – conclude Donzelli – in questa vicenda può significare solo difendere i bambini dagli abusi subiti“.

Ascoltata in Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto” ricordando anche che “molti colleghi con cui avevo relazioni cordiali mi hanno tolto il saluto”, il sostituto procuratore presso il Tribunale di Firenze, Ornella Galeotti aveva detto il 22 giugno scorso: “Io sì, mi sono sentita molto sola”.

“Ho visto cose accadere in questo processo, che non ho visto durante il servizio che ho prestato in Calabria”, ha detto il sostituto procuratore riferendosi a un “genere di pressioni e atteggiamenti” che “non mi è mai più capitato”.
“A Firenze è stata molto dura – ha proseguito la pm del caso Forteto – Ho avuto l’appoggio, dal 2014, del capo del mio ufficio, importantissimo, che ha dato anche dei segni di presenza nel processo”.
Ci sono poi stati “colleghi, pochi, vicini e che mi hanno sostenuto anche sul piano personale”, ha concluso Galeotti.

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