Conte convocato dalla Commissione Regeni. FdI: “Dia prova di trasparenza”

martedì 9 giugno 18:39 - di Guido Liberati
Regeni, caso Regeni

“Alla luce degli ultimi rilevanti sviluppi in ordine alle relazioni bilaterali italo-egiziane, l’Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni ha deliberato all’unanimità di procedere ad audire urgentemente il presidente del consiglio Giuseppe Conte anche in relazione alla sua recente interlocuzione diretta con il presidente della Repubblica Araba d’Egitto Abdel Fattah Al-Sisi”. Lo rende noto il presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni Erasmo Palazzotto. “L’Ufficio di Presidenza riunitosi in via straordinaria in data odierna, cancellando l’audizione già programmata, ha altresì concordato di considerare l’audizione del presidente del consiglio dei ministri preliminare, sotto il profilo politico ed istituzionale, al proseguimento di ogni altra attività di indagine”, sottolinea Palazzotto.

Trancassini (FdI): “Troppe ambiguità nella gestione del caso Regeni”

“È una doppia buona notizia”,  commenta il deputato di FdI, Paolo Trancassini, vicepresidente della Commissione. “Finalmente Conte dovrà dire da che parte sta, non potendo continuare a fare il Giano bifronte della situazione”. L’altra buona notizia, ironizza Trancassini, è che il premier parlerà per una volta senza l’assistenza del suo onnipresente portavoce Rocco Casalino. “Sulla gestione del caso Regeni – ribadisce il parlamentare di Fratelli d’Italia – vi sono state troppe ambiguità da parte del governo. Conte finora si è barcamenato tra le due anime della maggioranza. Ora finalmente faccia esercizio di trasparenza. Quella trasparenza che è al centro degli slogan elettorali dei suoi padrini politici”.

La questione delle due fregate vendute all’Egitto per 9 miliardi di euro

Al centro delle ultime polemiche sul caso Regeni, la notizia della vendita di due fregate Fremm da parte dell’Italia all’Egitto, per un valore di nove miliardi di euro.  Per Palazzotto, esponente di Sinistra italiana e presidente della Commissione d’inchiesta, “siamo davanti a un export di armamenti imponenti. Al netto della questione Regeni, apre una riflessione rispetto a qual è il modello economico con cui noi guardiamo al Mediterraneo. Penso che anche in un momento così delicato, non si possa mai pensare di sacrificare l’etica sull’altare degli interessi economici, anche in una fase difficile come quella post Covid”. Vedremo quali risposte saprà dare il premier Conte a maggioranza e opposizione. (Nella foto Ansa, Conte con il presidente egiziano Al Sisi)

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 10 giugno 2020

    Mah! Furbo come e’, direbbe a tutto di SI, per poi smentire il tutto, classica tattica da dittatore rosso. Il punto e’, come fara’ senza il lecca c…. di casalino?

  • Emergenza Coronavirus

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