Aperta una indagine
Libano, ucciso un Casco Blu serbo in un attacco con mortaio. Il cordoglio e la condanna del Governo Italiano
Un peacekeeper della missione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) è morto a causa delle gravi ferite riportate quando alcuni colpi di mortaio hanno preso la sua postazione nei pressi di Marjayoun, nel Libano sud-orientale. Lo ha confermato la stessa Unifil in una nota a poche ore dall’annuncio di un accordo tra Libano e Israele sul cessate il fuoco.
Altri due Caschi Blu sono rimasti feriti nell’attacco e sono attualmente ricoverati presso una struttura medica all’interno della base della missione, ha proseguito l’Unifil, secondo cui il militare deceduto era stato trasferito d’urgenza in elicottero in un ospedale di Beirut dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, ma è morto per le ferite riportate.
La missione ha annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire le circostanze dell’accaduto, sottolineando di aver registrato negli ultimi tempi un numero crescente di attacchi. “La violenza deve cessare”, si legge nella nota in cui si invitano tutte le parti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e a garantire la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite. La Farnesina ha tempestivamente escluso che ci siano italiani coinvolti nell’attacco, avvenuto nel settore est, dove non ci sono connazionali.
La condanna e il cordoglio di Palazzo Chigi
Palazzo Chigi, appresa la notizia, è intervenuta sul caso attraverso una nota ufficiale: «Il Governo italiano esprime la più ferma condanna per l’uccisione di un peacekeeper serbo di Unifil nel sud del Libano e per il ferimento di altri militari impegnati nella missione. L’Italia esprime il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, alle Autorità e al popolo serbo, augurando una pronta guarigione ai feriti. Si richiama la responsabilità di tutte le parti in causa nel garantire la sicurezza del personale delle Nazioni unite, il cui contingente non deve in alcun modo essere oggetto di attacchi o restrizioni della libertà di movimento» scrivono da Palazzo Chigi.
Il comunicato prosegue ricordando che «L’Italia accoglie con favore l’annuncio del rinnovato cessate il fuoco tra Israele e Libano, auspicando una conclusione duratura delle ostilità attraverso il rigoroso rispetto degli impegni assunti, incluso il termine di ogni attività militare da parte di Hezbollah. Il Governo italiano conferma, infine, il proprio sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano, proseguendo nell’impegno per la pace e la stabilità della regione».
Il cordoglio Crosetto all’omologo serbo
Tra i primi messaggi di cordoglio arrivati c’è stato quello del Ministero della Difesa italiano, che attraverso i social scrive: «La Difesa italiana e il Ministro Guido Crosetto esprimono cordoglio alle Forze Armate serbe e al Ministro della Difesa Bratislav Gašić per il peacekeeper serbo che ha perso la vita a seguito di un colpo di mortaio caduto questa notte in una postazione Unifil nel Settore Est del Libano, dove non opera il contingente italiano. In questo momento di dolore, il nostro pensiero va alla famiglia della vittima e la nostra sentita vicinanza agli altri due militari della missione rimasti feriti, a cui auguriamo una pronta e completa guarigione».
Gen. Portolano ‘Italia è al fianco di tutto il personale Unifil’
Cordoglio e vicinanza sono stati espressi anche dal generale Luciano Portolano, capo di Stato Maggiore della Difesa italiana: «A nome delle Forze Armate Italiane, desidero esprimere le più sentite condoglianze a seguito dei tragici eventi della scorsa notte, quando una base di Unifil nel Settore Est è stata colpita da fuoco di mortaio, causando la morte di un casco blu serbo» scrive su X. E prosegue: «In questo momento di profondo dolore, i nostri pensieri sono con la famiglia del soldato caduto e con le Forze Armate Serbe, a cui esprimiamo la nostra sincera solidarietà. L’Italia è al fianco di tutto il personale Unifil che continua a operare con professionalità e coraggio, impegnato nella causa della pace».