Mentana a Conte: «Pretendi di parlare al Paese un giorno sì e l’altro pure». Poi il colpo  da kappaò

martedì 19 maggio 8:07 - di Paolo Sturaro
Mentana

Nuovo affondo di Enrico Mentana, che torna a criticare Giuseppe Conte. Nel mirino del direttore del Tg di La7, la risposta data dal premier sull’operato del commissario Arcuri.

Mentana non dimentica la rispostaccia di Bergamo

Mentana ricorda quando tre settimane fa il presidente del Consiglio si recò a visitare le zone della Lombardia. Quelle zone, cioè, che da oltre un mese erano devastate dal coronoavirus. In un post su Facebook scrive che Conte arrivò in tarda serata a Bergamo dove «trovò un gruppo di giornalisti che lo attendevano». I sindaci lo aspettavano in prefettura. Nonostante ciò il premier – che stava entrando nel palazzo, «fece dietrofront per non sottrarsi alle domande».

Le parole inopportune di Conte

«Ma dopo aver risposto a una di esse, sul fatale ritardo nel decretare la zona rossa per Alzano e Nembro», fece un’aggiunta in modo del tutto inappropriato. E Mentana riporta le parole di Conte: «Se un domani avrà responsabilità di governo scriverà lei i decreti, e assumerà tutte le decisioni».

«Un momento di stizza può capitare»

«Brutto, ma spiegabile nella pressione fortissima di quei giorni», scrive ancora il direttore del Tg di La7. Sottolinea di non essersi unito «al coro di quanti lo attaccarono per quelle parole. Un momento di stizza è occorso a tutti noi in questi mesi. Figuriamoci al premier, con quel carico di lavoro, al termine di una durissima giornata, in un incontro informale coi cronisti».

«L’ultimo episodio è ingiustificabile»

Tuttavia, scrive Mentana, l’ultimo episodio è inaccettabile. Ingiustificabile. Stavolta, infatti, «il padrone di casa era lui, nel cortile d’onore di Palazzo Chigi». Era «nell’ora da lui scelta nel bel mezzo dei principali tg per poter entrare nelle case del maggior numero di italiani e raccontare in prima persona quel che succederà. Un appuntamento dai contorni ufficiali, in una cornice istituzionale, con tappeto rosso, tricolore e giornalisti distanziati a regola».

La frase inappropriata

E lì, a un giornalista che gli chiedeva dell’operato del commissario Arcuri, su cui sono piovute molte critiche – giuste o meno che siano, qui non conta – se ne è uscito con un’altra risposta inappropriata» Eccola: se lei ritiene di poter far meglio la terrò presente. «Per poi aggiungere – dice Mentana – rendendosi conto che stava ipotizzando una nuova pandemia, spero che non possa succedere».

L’affondo finale di Mentana

«Ecco, questa volta – è l’affondo di Mentana – non ci sono possibili giustificazioni. Se si pretende di parlare al paese un giorno sì e l’altro pure, bisogna anche imparare ad ascoltarlo». Soprattutto «se non si è mai affrontata una elezione e si è arrivati alla guida del governo per cooptazione. E i giornalisti sono, nella loro somma, espressione della voce del paese. Di più: Conte ha mal risposto a due rappresentanti di testate meno blasonate rispetto a quelle a cui affida le sue interviste. Questo rende ancor più odiosa la cosa, al di là del giudizio che ciascuno può liberamente dare dell’operato suo e del governo in questa emergenza».

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