Fedez e i suoi follower denunciati dal Codacons. E lui replica: «È il fottutissimo sogno italiano»

domenica 10 maggio 19:37 - di Redazione
Fedez

Il Codacons querela Fedez per «diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati». A depositare formale denuncia contro il rapper è il Codacons, che si è rivolto alla Procura della Repubblica di Roma con un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti che sarebbero stati commessi dal cantante contro l’associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi.

Codacons contro Fedez

La vicenda nasce lo scorso marzo. Quando il Codacons aveva denunciato come “ingannevoli” le commissioni applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile. Per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il coronavirus. Ottenendo un provvedimento d’urgenza dell’Autorità che aveva dichiarato illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. Una decisione che aveva scatenato un’accesa querelle fra il rapper e il movimento dei Consumatori. Oltreché un dibattito nell’opinione pubblica, sulle numerose campagne di raccolta fondi sorte in quel periodo.

Le storie su Instagram

Fedez aveva allora pubblicato una serie di storie su Instagram, in cui spiegava la procedura utilizzata per la campagna a favore dell’ospedale San Raffaele e accusava l’associazione di voler creare un ostacolo alla solidarietà in Italia e tutte le raccolte fondi avviate a favore della sanità. «Fedez ha scatenato i followers contro il Codacons garantendo loro la totale immunità – spiega l’Associazione all’Adnkronos – affermando testualmente che internet non è “un mezzo diffamatorio” e che, pertanto, “si può dire il caz..o che si vuole”. Tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione».

Fedez: «La tesi del Codacons è ridicola»

Non solo. L’artista «accusava anche l’associazione di aver avviato una raccolta fondi in favore degli ospedali italiani e di aver distratto le donazioni per finanziare se stessa. –prosegue il Codacons – tesi ridicola e smentita dalle informazioni contenute nella pagina in questione del sito Codacons. In cui si dichiarava in modo trasparente che le donazioni servivano a finanziare l’attività legale dell’associazione in tema di coronavirus».

Ad essere denunciati per «diffamazione, violenza e minacce» anche numerosi follower di Fedez. Che «aizzati dal rapper hanno pubblicato sul web minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons», spiega il movimento dei Consumatori. «E che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale per le indagini del caso».

Denunciati anche i follower

Ora il Codacons chiede che Fedez e i suoi follower rispondano dinanzi alla Procura di Roma, a vario titolo, dei reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati. Contro gli stessi soggetti «il Codacons sta completando anche un’azione risarcitoria in sede civile», fa sapere l’associazione.

La replica del rapper

Fedez replica con una story su Instagram. «Se ci pensate viviamo in un Paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro sull’unghia in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano a questa emergenza si becca 100 querele in un giorno. È fantastico. E un Paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano» scandisce l’artista.

«Sapete, non ci ho capito proprio un ca**o. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla in cambio, neanche una pacca sulla spalla, cosa ci ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici – attacca il rapper – perché un’associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus – e poi i soldi finivano a loro – ha deciso che non sono a livello della loro moralità. Mi viene da ridere».

Commenti

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  • fazio 11 maggio 2020

    per questi motivi io non do soldi a nessuno NON MI FIDO.

  • Emergenza Coronavirus

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