Fedez fa a pezzi il Codacons: chiedono soldi per il coronavirus. Ma che c’entrano loro?

sabato 28 Marzo 14:39 - di Redazione

Fedez scatenato contro il Codacons in un video che ha suscitato numerose polemiche e al quale ha replicato l’associazione dei consumatori.

“Sul loro sito ufficiale – dice Fedez nel video – c’è una campagna per supportare il Codacons contro il Coronavirus. Ma se ci vado a cliccare sopra scopro che c’è un banner per cui la donazione va al Codacons, che non si occupa di Coronavirus. E questa è un’ associazione parastatale che dovrebbe tutelare i consumatori?”.

La raccolta fondi dei Ferragnez

Fedez attacca ancora pesantemente l’associazione che ha inteso “vederci chiaro sulla raccolta fondi lanciata da lui insieme alla moglie Chiara Ferragni,” chiedendo all’Antitrust di intervenire sul sito utilizzato dalla coppia, Gofundme. “La proposta del Codacons sarebbe quella di bloccare tutte le raccolte fondi private  – accusa il cantante- Cioè tutti i milioni di euro raccolti per aiutare gli ospedali pubblici, cancellarli e stopparli. Io sono allibito, qualcuno li fermi”.

La replica del Codacons

Il Codacons rispedisce al mittente le accuse: “Intanto dobbiamo ringraziare questo signore, che credo sia un cantante, ma non ne sono certo, perché stiamo ricevendo moltissime donazioni da tanti che non sapevano si potesse fare ed ora grazie a lui lo sanno”, dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Che sul resto spiega: “Fedez non ha capito niente, noi raccogliamo fondi per le denunce, diffide, ricorsi in questo momento di emergenza. Sono già 42 le cose fatte e sì, sono fondi a sostegno del Codacons, ma per l’emergenza Coronavirus”.

Sull’accusa di voler “bloccare le raccolte fondi private”, Rienzi spiega: “Ma quando mai, noi abbiamo chiesto con un atto formale al governo che i soldi siano versati direttamente sul conto della Protezione Civile, perché almeno è un ente pubblico, e non si rischia che i privati non le destinino a chi devono”.

E sottolinea: “Le percentuali che rimangono al privato tra l’ altro sono elevatissime: oltre ad un 2,9% di costi di incasso, c’ è anche un sistema che individua una percentuale, indicata in una piccolissima postilla che può essere modificata ma quasi nessuno legge, che regala il 10% al privato”, spiega il presidente del Codacons.

Commenti

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  • maurizio pinna 29 Marzo 2020

    Non ho mai amato CODACONS, perchè appartiene anche lui ai Fratelli della Costa, quindi organo fortemente burocratico e autoreferente, domiciliato anche lui nel condominio dei badogliani, con un sito e un format che NON TI CONSENTE DI DIALOGARE CON NESSUNO …tu paria e loro bramini e che se hai bisogno esige tra iscrizioni e prebende varie circa 100 euro e ti dice che potrà forse, bontà sua, fare qualcosa se di interesse comune……….andate dove cantava il grande Albertone nazionale.

  • remo balestra 29 Marzo 2020

    la cricca CODACONS,che ruba 50 euro per tutelare i propri interessi , dal momento che non può mettere le mani sulle donazioni , vuol fare credere tutta altra cosa, sono ladri legalmente autorizzati,in uno STATO serio tale organizzazione è gratuita e garantita dallo Stato, non certo in ITALIA,diversamente come farebbero a d avere buoni stipendi????