Strage di Bologna: il servizio di “Report”, il “casolare nero” e l’antifascismo edilizio   

martedì 28 aprile 9:02 - di Massimiliano Mazzanti
Report

Riceviamo e pubblichiamo le critiche di Massimiliano Mazzanti su “Report” per il servizio sulla strage di Bologna

Caro direttore,

non si può scrivere un articolo, usando solo un aggettivo. Però, vergognoso, dopo aver visto l’ultima puntata di “Report”, dedicata alle presunte “trame nere” e allo “scoop” sulla strage di Bologna, è l’unico che sento di utilizzare. Vergognoso costruire teoremi sull’acquisto di un casolare in Spagna vent’anni fa. Un casolare indicato non come come di chissà quale progetto criminale, ma come “comune di un’internazionale nera”. Senza dire – perché nulla c’era da dire – se mai è stato usato per attività illegali.

“Report” e il casolare acquistato dalla moglie di Fiore

La notizia sensazionale? Sarebbe stato acquistato dalla moglie di Roberto Fiore. Insomma, se non lo si era immaginato prima o ancora, esiste anche un “Antifascismo edilizio” e una “Vigilanza democratica immobiliare”. Lo “scoop” sulla strage, poi, è da barzelletta. Anzi, da Mister Bean, visto che si parla di Londra. Sotto questo profilo, Rai 3 e Report, dando a tale Raymond Hill, attempatissimo ex-confidente della polizia britannica, “infiltrato” nelle organizzazioni di destra di quel paese, la “chiave di svolta” nella storia di Bologna sarebbe tale Enrico Maselli.

Ricostruzioni e smentite

Maselli sarebbe stato quello che avrebbe, sei mesi prima dell’attentato, detto a Hill che presto avrebbe avuto bisogno di far espatriare neofascisti italiani, dopo un’azione clamorosa. Ovviamente, Hill avrebbe capito, nell’agosto successivo, che si trattava degli autori della strage alla stazione. Ovviamente, il Maselli smentisce seccamente, ma tant’è…

Quei nomi e quelle assoluzioni…

E, poi, gli autori della strage non sarebbero Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e ora Gilberto Cavallini? Tutti e quattro mai stati a Londra, tra la strage e i rispettivi arresti? Non sarebbe tutto illogico, allora? Ah, sì, certo, come fa capire il servizio, ci andarono Roberto Fiore e Massimo Morsello. Anche se, a malincuore, la stessa Report è costretta a ricordare che gli ex-capi di Terza posizione furono sì indagati per la strage, ma anche assolti. Anzi, furono condannati per calunnia alcuni di quelli che li coinvolsero.

Perché Report ha sollevato questo polverone?

Qual è il motivo di tutto questo inutile polverone? Perché non bisogna parlare, anzi, bisogna cancellare dalla memoria pubblica “Ignota 86”, la donna il cui volto è stato ritrovato tra i resti umani della stazione e non appartiene a nessuna delle vittime identificate. La donna che portò la bomba quella maledetta mattina a Bologna e che non può essere arruolata tra i “Nar”, “Tp”, “Avanguardia” o “Ordine nuovo”. La donna misteriosa che fa crollare il teorema giudiziario che “Report”, al pari di certa magistratura, devono ancora difendere a quarant’anni dalla strage.

Commenti

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  • bruno nuzzo 28 aprile 2020

    Da sempre la sinistra mistifica la storica.E’ incocepibile che il servizio pubblico si regga su queste mistificazioni.E pensare che Report viene finanziato anche col mio canone e nessun serio contraddittorio è previsto per “smontare” questa melma giornalistica .Io non ci sto a finanziare questa forma di terrorismo mediatico.

  • Nicola Fangareggi 28 aprile 2020

    Non aggiungo nulla.
    Non ritenendo corretto scrivere casualmente.
    Un INDIRIZZO della massoneria italiana a questo macabro avvenimento è mai stato considerato?
    Saluti

    Nicola

  • Mariano Luigi 28 aprile 2020

    Ho seguito giusto ieri sera il programma ,altra bruttissima storia Italiana ,una delle tante nel nostro paese da piazza Fontana ad oggi ,anzi dal 8 settembre a oggi in che paese viviamo da qualunque lato lo guardi si trova sempre una magagna era solo un pensiero confuso in questo momento confuso .

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