Marocchino non vuole pagare il taxi: all’arrivo dei poliziotti si toglie la mascherina e sputa agli agenti

martedì 7 aprile 19:15 - di Martino Della Costa
carabinieri foto Ansa

L’immigrato marocchino, ubriaco e su di giri chiama un taxi per essere riportato da Milano a casa a Peschiera Borromeo. Peccato che, alla fine della corsa si rifiuti di pagare il dovuto al conducente. Il quale, deciso a riscuotere il compenso per il servizio reso, non si arrende: e chiama la polizia locale richiedendo il loro intervento. Ma all’arrivo degli agenti la situazione degenera ulteriormente…

Marocchino non paga il taxi e sputa addosso agli agenti

La discussione esplode alla fine del tragitto. L’immigrato magrebino si rifiuta di pagare la corsa e il tassista non ci sta. Volano parole e insulti e il conducente passa ai fatti richiedendo l’intervento risolutivo delle forze dell’ordine locali, seguiti poco dopo dai carabinieri della vicina stazione. Ma quando, come ricostruisce la stampa locale,e rilancia il sito de Il Giornale, gli agenti arrivano sul posto, lo straniero dà ancora di più in escandescenze e, completamente ubriaco, e minaccioso, comincia ad inveire anche contro la polizia. E non si calma neppure all’arrivo dei carabinieri. Tanto che, ormai completamente fuori controllo, anche una volta condotto in caserma i militari hanno dovuto richiedere l’intervento dei sanitari del 118 per una sedazione.

Sputi, insulti e lancio di oggetti contro le forze dell’ordine

Fino a quel momento, nel frattempo, l’uomo ha continuato a insultare e minacciare gli uomini delle forze dell’ordine. Fino al punto di arrivare ad abbassarsi la mascherina e a sputare contro militari e agenti. Che alla fine riescono a neutralizzarlo e a riportare la calma solo dopo averlo arrestato. Un fermo eseguito anche grazie all’ulteriore ausilio del 118. E dopo furiosi tentativi di resistenza, un vorticoso lancio di oggetti vari, e insulti a profusione dispensati dal marocchino per tutti. Ora, come apprendiamo dai siti citati, l’immigrato nordafricano 42enne, si trova in carcere in una cella di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida. Le accuse a suo carico sono: resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Il detenuto marocchino aspetterà in cella il giudizio direttissimo.

E ad Agrigento altri 2 immigrati aggrediscono i poliziotti che li fermano per i controlli

E non è ancora tutto. Un’altra incresciosa vicenda criminale d’importazione arriva da Agrigento. Dove due cittadini nigeriani, un 28enne e un 31enne, entrambi residenti ad Agrigento, sono stati arrestati dalla Polizia sempre per resistenza, violenza, lesioni e minaccia a pubblico ufficiale. I due, insieme ad altri, sono stati sorpresi dagli agenti in strada incuranti dei divieti imposti per il contenimento del contagio da Coronavirus. Quando i poliziotti si sono avvicinati per procedere all’identificazione il 28enne e il 31enne non hanno esitato a scagliarsi contro di loro. Così per entrambi sono scattate le manette e, dopo la convalida dell’arresto,i due stranieri sono stati sottoposti all’obbligo di firma.

Commenti

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  • Maria Rosa Viale 8 aprile 2020

    Ma perché persone autrici di fatti simili non vengono rimpatriati? Mi sorprende soprattutto la reazione dei nigeriani: mio figlio lavora a Lagos, in Nigeria e in questo momento è bloccato anche lui, per via delle severe restrizioni applicate immediatamente dal governo nigeriano (chiusura di tutte le frontiere, sospensione di tutti i voli internazionali, coprifuoco dalle 19.00 alle 7.00). Chi non rispetta le regole viene brutalmente picchiato dalla polizia. Perciò i nigeriani dovrebbero avere il terrore delle autorità.

  • lamberto lari 8 aprile 2020

    Ma quale obbligo di firma, espulsione immediata dal nostro paese dove sono mantenute e non contenti ci scassano pure i cog….ni!

  • 7 aprile 2020

    Gli dovevano spaccare le gambe !

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