Le chiede un ultimo incontro, poi l’ex compagno marocchino tenta di scaraventarla giù dal ponte

venerdì 13 dicembre 17:00 - di Redazione
polizia foto Ansa

L’ex compagno marocchino la tormentava da tempo. Facendo leva sulle debolezze e le insicurezza che le impedivano di chiudere la relazione. Una persecuzione che, tra violenze fisiche e mortificazioni psicologiche, aveva portato al vittima a subire addirittura minacce di morte. Poi, l’ultimo atto di un dramma subito nel silenzio e nella paura. Il nordafricano le chiede un ultimo incontro chiarificatore e mentre parlano tenta di spingere la donna giù dal ponte D’Annunzio di Pescara. Passanti, attoniti e terrorizzati, per fortuna intervengono e bloccano che il peggio avvenga.

Dopo tante angherie e violenze l’ex marocchino le chiede un incontro

La notizia, denunciata dalla stampa locale e rilanciata da Il Giornale sul suo sito, ha davvero dell’incredibile. L’uomo, un magrebino 32enne abbondantemente noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato e poi arrestato dalla polizia intervenuta sul caso, con l’accusa di atti persecutori e di tentato omicidio. Tutto precipita nel pomeriggio di ieri, quando alcuni passanti richiamati dal fare concitato e dai toni alti dei due, lanciano l’allarme alle forze dell’ordine. Queste ultime, arrivando a sirene spiegate sul posto, trovano il marocchino in flagranza di reato. Ossia, mentre sta cercando di buttare giù dal ponte pescarese la ex compagna. Come riferisce allora anche il sito del quotidiano milanese diretto da Sallusti, «il nordafricano, infatti, stava strattonando e spintonando con forza la donna, nel tentativo di scaraventarla oltre la balaustra del ponte e farla cadere nelle acque del fiume sottostante».

La donna salvata in extremis dall’arrivo fulmineo della polizia

Interrotto dal suo ferale intento dall’arrivo dei poliziotti, l’aggressore ha istantaneamente  molato la presa per darsi alla fuga. Fuga interrotta dall’arrivo di una seconda volante che ne ha bloccato la corsa. Arrestato, ora l’uomo dovrà rendere conto della angherie inferte alla donna. Reiterate nel tempo sotto la minaccia di morte. E culminate nella trappola ordita subdolamente e che poteva degenerare in tragedia. In quell’ultimo appuntamento estorto alla vittima, dopo averla afferrata con forza al torace, ha cercato di scaraventarla giù dal ponte con tutte le sue forze. E se la polizia non fosse arrivata in tempo, il finale oggi avrebbe potuto essere diverso…

 

 

 

Commenti

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  • Mike 13 dicembre 2019

    Cosa ci trovano le donne in questi individui ? Ma innanzitutto: Cosa fa un plurigiudicato STRANIERO in Italia ?
    Suggeriamo al ministero interni di affidare in appalto la gestione delle carceri, o meglio indire un’appalto per paesi esteri da gestire i delinquenti Italiani e Stranieri. Che siano paesi tipo Arabia Saudita, IRAN, Sudan o Eritrea no importa l’importante che i delinquenti scontino le pene.
    Penso sia una buona soluzione.

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