“In Marocco funziona così”: e otto marocchini pestano a sangue un ragazzo che gli nega una sigaretta

domenica 14 aprile 19:19 - di Redazione

Un sabato come tanti in giro con la sua ragazza e un paio di amici: mai, il 18enne vittima dell’agguato violento, avrebbe potuto aspettarsi un finale di serata come quello che ha vissuto. E lì’epilogo, peraltro, avrebbe potuto essere anche più grave se all’ultimo non fosse intervenuto un vigliante a sedare gli animi e interrompere il pestaggio portato avanti fino al minuto prima da un gruppo di stranieri: 8 immigrati marocchini.

Al no ricevuto alla richiesta di una sigaretta scatta il massacro: 8 marocchini pestano un giovane

Tutto si scatena e degenera all’improvviso quando il giovane, la ragazza e due amici si trovavano lungo l’Alzaia Naviglio Pavese (Milano). A un certo punto uno dei ragazzi in giro per il sabato sera vengono avvicinati da un nutrito gruppo di stranieri che, con la scusa di chiedere una sigaretta, intercettano i quattro e li fermano: poi esplode la violenza incontenibile e gratuita. Una vicenda incredibile che Il Giorno, ripreso anche da Il Giornale, ricostruisce  sulla base della testimonianza degli amici della vittima del brutale pestaggio: Il mio amico risponde “non ce l’abbiamo”, e subito viene preso a schiaffi», racconta la vittima che poi aggiunge: «Io mi avvicino, lasciando la mia ragazza lontano, li invito ad allontanarsi ma scatta il pestaggio». Secondo quanto riferito dal giovane, gli 8 stranieri si sarebbero definiti “italo-marocchini”, tutti, a sua detta, sui 20 anni, e determinati a compiere il raid punitivo solo perché le loro vittime avevano risposto negativamente alla loro richiesta. Niente sigaretta e giù con le botte, insomma, anche perché, riferisce sempre il testimone che lo avrebbe sentito dire da uno degli aggressori, «in Marocco si usa così… E sono partiti i colpi». uno dei giovani assaliti se l’è cavata con un pugno in faccia e qualche livido, ma il ragazzo che se l’è vista peggio degli amici ha subito colpi alla testa inferti con un oggetto che non è ancora stato possibile identificare. E, va detto ancora una volta, se non fosse intervenuto un vigilante richiamato dalle urla, chissà come sarebbe potuta finire. Fatto sta che, dato l’allarme alle forze dell’ordine e chiamati i soccorsi del 118, il giovane trovato esanime in strada all’arrivo degli agenti e dell’ambulanza, è stato immediatamente accompagnato al Policlinico di Milano dove, riferisce lui stesso al Giorno, «mi hanno medicato e cucito le ferite». Ferite inflitte non a scopo di rapina – come dichiarato dalle stesse vittime il gruppo non si è interessato né ai portafogli né ai telefonini – volevano solo dar sfogo a una violenza gratuita. Per questro, oltre ai colpi subiti, rimane la ferita della paura e dello choc. Tanto che, una delle vittime ancora in preda alla tensione, subito dopo il pestaggio, ha dichiarato: «Non sarebbe male se si incrementassero i controlli»…

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