Cifaldi (Cisl Medici): “Vedrete, alla fine nessuno si occuperà più di noi…”

domenica 5 Aprile 11:21 - di Luciano Cifaldi

Riceviamo e pubblichiamo da Luciano Cifaldi *

Cosa succederà quando riusciremo a ripartire? Non sto pensando a come saremo, se più buoni o più realisti, se avremo ancora voglia di stringerci nelle piazze come sardine o di stringerci “a coorte” visto che nonostante Mameli alla fin fine non è che “siam pronti alla morte” e questo con buona pace dei tricolori esposti sui balconi e dell’inno cantato ad ogni piè sospinto.
Cosa succederà nei nostri ospedali? Molti ci hanno lasciato, altri forse ci lasceranno. Nessuno può sapere cosa ci riserva il futuro: tutti abbiamo il cielo stellato sopra di noi, forse è la legge morale che trova difficoltà ad albergare in molti di noi.
Magari ci accontenteremo di vedere applicate alcune delle tante leggi a tutela dei lavoratori, spesso invocate e più spesso non rispettate. Magari potremo accontentarci di un salto di qualità nell’immaginario comune, passare da eroi del momento a professionisti meritevoli di rispetto.
Forse, purtroppo, la conta dei morti alla fine si ridurrà alla freddezza di un numero all’interno del quale molti rivivranno momenti di paura e di speranza delusa, ma il vero dolore si sa è cosa troppo intima e privata.
Forse la conta dei sopravvissuti sarà un elenco di quanti chiederanno prestazioni INAIL per infortuni sul lavoro e malattie professionali nella speranza che la burocrazia non li lasci con un palmo di naso.
Ci saranno denunce che si aggiungeranno a quelle di queste settimane.
Ci saranno propositi di cambiamento. Di cosa? Di chi?
Ci sarà qualcuno che infilerà le mani nelle tasche degli italiani e qualcuno che ha già costretto gli italiani a mettere le mani in tasca per sopravvivere, ma per troppi quelle tasche sono tristemente vuote.
Magari qualche datore di lavoro potrà essere condannato per non avere protetto adeguatamente con idonei DPI i propri dipendenti ed allora per qualche ora potremo sentirci legittimamente giacobini e forcaioli.
Poi arriveranno le domande fondamentali. Quando riaprono le scuole? Quando riparte il campionato?
E con un colpo di spugna proveremo a cancellare il recente passato perché questo periodo ci sta facendo veramente paura.
Non datemi del cinico, vedrete che alla fine un bel colpo di spugna ce lo imporranno con una comunicazione in diretta Facebook e qualche leggina ad hoc perché “ce lo chiede l’Europa”.

  • oncologo, segretario generale Cisl Medici Lazio

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