Saviano lancia sul web la raccolta fondi per l’Ong del cuore. Social furiosi: ma un appello per noi italiani mai?
Roberto Saviano, il guru buonista per antonomasia. Il sacerdote dell’accoglienza coatta. Il nume tutelare dell’immigrazione indiscriminata, torna a fare proselitismo sul web in nome di quel rito dell’ospitalità di Stato che predica a suon di iniziative e celebra via tweet. Ospitalità di porti e portoni. Cittadinanza elargita a prescindere con generosità d’intenti. Beneficienza mirata e politicamente corretta sono solo alcune delle preghiere rivolte ai seguaci del culto dell’asilo solennizzato in nome del credo buonista, esteso a tutto il Paese eccetto il porto franco di Capalbio, piccolo stato dem nella Nazione, che di contro si vuole trasformare in un centro d’accoglienza a cielo aperto.
Saviano, migranti e Ong: l’ultima iniziativa social per la “causa”
«Facciamo rete!», recita non a caso uno degli ultimi messaggi nella bottiglia affidati al mare della rete dell’autore di Gomorra seriamente intenzionato a rilanciare sui social la raccolta fondi per consentire a Mediterranea di tornare a fare salvataggi di migranti in mare. «La #MareJonio, imbarcazione di @RescueMed è libera di tornare in mare a salvare vite. Ma per farlo – scrive Saviano – ha bisogno del nostro sostegno. L’armatore sociale di Mediterranea @AlessandroMetz ha lanciato una raccolta fondi per ripartire. Facciamo rete!». Salvataggi che il più delle volte avvengono a largo delle coste libiche e che si concludono con lo sbarco in uno dei nostri ospitalissimi porti. Punto d’approdo, di questa associazione come di altre, da qualunque costa si parta.
Barra a dritta verso il miraggio buonista
Del resto, la barra del timone di Saviano è sempre puntata a dritta sul tema del buonismo declinato in esclusiva ai migranti. E poco importano le necessità e i diritti. Le suppliche e le mancanze inanellate nei rosari dei “poveri cristi” che hanno avuto la sventura di essere nostri connazionali. L’attenzione mediatica ed editoriale dello scrittore napoletano in trasferta newyorkese è tutta rivolta ai viandanti del Mediterraneo. Da seguire. Intercettare. Far sbarcare nei nostri porti. Accogliere e, se possibile, contestualmente italianizzare.
La proposta di cittadinanza per l’egiziano Zaki
Più o meno gli stessi spunti e stimoli che inducono Saviano a invocare la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, incarcerato in Egitto a causa delle sue idee. Dimentico di casi analoghi che coinvolgono nostri connazionali, vittime di sistemi giudiziari vessatori o in ostaggio di bande criminali straniere, per cui non vengono lanciate iniziative benefiche o proposte raccolte fondi. Casi che, ci si perdoni il fioco di parole, probabilmente darebbero meno lustro alla causa buonista, esterofila a tutti i costi.
L’indignazione degli utenti alla proposta di raccolti fondi
Tanto che gli utenti, commentando l’iniziativa, s’indignano e infuocano la discussione social. Il più mite? Quello che scrive e commenta: «Io da mesi senza lavoro contribuirò senz’altro per “aiutare” a ripempire il paese di pretenziosi nullafacenti… Ma mi faccia il piacere». E un altro gli fa eco: «54 anni, contratto part time, 800 euro mensili, sposato con due figlie. Fai un appello anche per me? Purtroppo sono italiano»… Leggere per credere.
Qui sotto, l’appello buonista di Saviano e una minima parte delle risposte indignate del web alla sua proposta di raccolta fondi

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Ha parlato l’orco, ma ci faccia il piacere, se ne stia in America e la smetta d’intervenire sempre a favore su cose che sono il disastro dell’Italia.