Segregata e drogata con oppiacei per 9 anni dalla madre infermiera: “Non la voleva perdere”

giovedì 20 Febbraio 18:23 - di Gigliola Bardi
infermiera

Per nove anni avrebbe tenuto in ostaggio la figlia, somministrandole anche farmaci a base di oppio, per “paura di perderla”. Il caso è emerso dopo l’ennesimo ricovero della ragazza, che secondo la madre, un’infermiera lucchese, era affetta da fibromialgia. Secondo la Procura di Lucca, però, i disturbi della ragazza invece erano dovuti proprio all’intossicazione da farmaci. Per questo la donna ora è indagata per reati che vanno dalle lesioni personali aggravate ai maltrattamenti in famiglia

La segregazione e i ricoveri

La donna nel corso degli anni avrebbe di fatto costretto la figlia, all’epoca dei fatti minorenne, ad abbandonare la scuola che frequentava, impedendole anche di vedere amici e conoscenti. Il tutto mentre sostanzialmente la drogava con i farmaci. Secondo l’accusa, era proprio l’infermiera, dipendente dell’ospedale San Luca, a imporre alla figlia uno stile di vita e di comportamento che le procurava quelle gravi patologie psicofisiche. Costringendola anche a lunghi periodi di ricovero ospedaliero, che sono avvenuti anche in rianimazione.

Il piano dell’infermiera per “tenere la figlia con sé”

Le indagini hanno appurato che la madre temeva “di perdere la figlia” e per questo aveva escogitato un piano “per tenerla con sé”. Secondo gli investigatori la madre sarebbe affetta dalla “sindrome di Münchhausen per procura”, un disturbo mentale che affligge genitori e li spinge ad arrecare un danno fisico al figlio per farlo credere malato e attirare l’attenzione su di sé. La vicenda è emersa circa due anni fa, quando dopo le dimissioni dall’ultimo ricovero i carabinieri hanno aperto una indagine.

I farmaci ritrovati in casa della donna

Gli uomini dell’Arma hanno scoperto così che l’infermiera avrebbe sottratto una serie di farmaci e sostanze stupefacenti, dalla morfina fino al Codamol, il Lexotan e lo Xanax, che poi sono stati trovati in casa della donna durante una perquisizione. Ora l’indagine è arrivata davanti al gip del Tribunale di Lucca.

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