Foibe negate: guerriglia dei collettivi di Torino all’università “contro gli spazi concessi ai fascisti”

venerdì 14 febbraio 13:46 - di Monica Pucci

Uova, slogan, minacce. I collettivi di sinistra sono scesi in strada contro il Fuan, contro “gli spazi concessi ai fascisti”. Il giorno dopo gli scontri al Campus Einaudi, un corteo di studenti dei collettivi universitari è partito questa mattina dalla sede centrale e ha raggiunto la sede del Rettorato. Oltre un centinaio di manifestanti sono saliti al primo piano del palazzo per incontrare il rettore dell’ateneo, Stefano Geuna.

Fanno le “vittime” della polizia. E dei “fascisti”. Ma intanto, ieri, al termine dei tafferugli, tre affiliati ai collettivi erano finiti dentro. Un ragazzo di 23 anni militante di Askatasuna; un altro 23enne anarchico milanese già denunciato il 30 marzo dello scorso anno in occasione del blocco nero di in via Aosta e una studentessa romana di 27 anni. E oggi, gli studenti di sinistra, ne hanno chiesto la liberazione.

Foibe, il corteo contro i fascisti

Al loro arrivo questa mattina, i simpatici manifestanti hanno lanciato alcune uova. Gli studenti dei collettivi di sinistra hanno protestato con slogan e cartelli per gli arresti di ieri seguiti ai disordini tra antagonisti ed esponenti del Fuan che stavano volantinando in occasione del convegno “Fascismo-colonialismo-foibe” a cui avevano partecipato Moni Ovadia e Stojan Spetic.

Povera anime innocenti. Il convegno “negazionista”, secondo i collettivi, doveva solo essere “un momento di riflessione sui tragici avvenimenti del confine italo-jugoslavo e sulle contraddizioni emerse a seguito dell’introduzione della Giornata del Ricordo”. Il Fuan, per contrastare questa operazione di disinformazione, avevano distribuito volantini con su scritto: «La verità non si infoiba. Sino a quando l’Università organizzerà conferenze e dibattiti che insultano la memoria di  migliaia di italiani barbaramente uccisi, noi saremo qui».

Il pressing sul Rettorato

«UniTo deve immediatamente assumersi le responsabilità politiche dei fatti avvenuti ieri al Campus e deve spiegare qual è la sua posizione tanto sul Fuan quanto sulla presenza della polizia in università». Così su Fb gli Studenti Indipendenti, che hanno organizzato la “Colazione antifascista”. «È inaccettabile che ieri nessun rappresentante del Rettore si sia degnato di dare spiegazioni – proseguono nel post – vogliamo che venga immediatamente negato qualsiasi spazio di propaganda al Fuan, compresa l’aula a loro assegnata al Campus. Non vogliamo mai più la presenza della polizia all’interno dell’università e pretendiamo che UniTo si esprima nel merito della vicenda». Pressing sui dirigenti scolastici. Come già accaduto in una scuola romana…

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