Tricolore super a Pordenone. E i bersaglieri intonano un motivo che mette… “nostalgia” (video)

domenica 5 gennaio 18:26 - di Redazione

Una bandiera da record per  festeggiare la nascita del Tricolore. Pordenone ha celebrato stamattina il 223° anniversario della nascita del Tricolore con una manifestazione, organizzata dall’Associazione Nazionale Bersaglieri con il patrocinio del Comune pordenonese, che ha visto sfilare per le  vie del centro una bandiera di 85 metri accompagnata dalle associazioni d’arma. La sfilata, denominata “Giornata del Tricolore”, è partita dalla Loggia del Municipio; quindi il passaggio del corteo  ha interessato corso Vittorio Emanuele, piazza Cavour e piazza XX Settembre.

“Questa mattina, grazie all’Associazione Nazionale Bersaglieri – ha  commentato il sindaco della città del Noncello, Alessandro Ciriani – abbiamo celebrato il 223° anniversario della nascita del Tricolore.  Una lunghissima bandiera ha sfilato per la città accompagnata dalle associazioni d’arma. Un’iniziativa per sottolineare l’importanza della Patria come sentimento moderno, che evoca casa, lingua,paesaggi,
storia, cultura. Patria come terra dei padri, sentimento che dona consapevolezza e destino alle nostre vite, inclusivo e non divisivo, antidoto a una modernità omologante”.

“Una giornata – ha concluso il primo cittadino di Pordenone – per spronarci a essere comunque orgogliosi del nostro Paese, per impegnarci a rimediarne i guasti e a esaltarne il ruolo di potenza culturale mondiale”. Particolare curioso: durante la sfilata i bersaglieri hanno intonato un motivo che ricorda una  vecchia canone fascista. Le canzoni della storia italiana alla fine si assomigliano tutte…

Commenti

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  • Elisa 8 gennaio 2020

    Meravigliosi i nostri bersaglieri! In questi momenti mi sento orgogliosa di essere italiana e di destra! Dio protegga le nostre Forze Armate!

  • Luciano 7 gennaio 2020

    Bellissimo inno per un nazionalista come me è stato un piacere ascoltarlo. Dobbiamo ringraziare il sindaco di Pordenone e l’associazione nazionale bersaglieri. Mi ricordo che da piccolo (primi anni 60) tutti i venerdì mattina estivi i bersaglieri della caserma di Legnano (MI) nel loro giro di esercitazione venivano a suonare in piazza dive abitavo ed era una festa.

  • umberto dante 7 gennaio 2020

    Io la conosco come canzone dei bersaglieri. Me la cantava mio padre. Lui era persuasivo. Aveva fatto una vera guerra, soprattutto in Africa. Con vere medaglie, tra cui la croce di ferro tedesca.

  • Fabio 6 gennaio 2020

    Commovente e chi lo canta,lo fa col cuore italiano

  • Massimo vaccari 6 gennaio 2020

    Fortuna che ci sono ancora sindaci coraggiosi che difendono è diffondono certi valori.

  • Marisa Galassi 6 gennaio 2020

    I bersaglieri mi emozionano. Fanno parte del nostro passato e quindi delle guerre. Ascoltarli mi fa venire i brividi dall’emozione e commozione.

  • PAOLO DI GENOVA 6 gennaio 2020

    Ma questa è la musica di “ALLARMI SIAM FASCISTI TERROR DEI COMUNISTI….”
    Che piacevole sorpresa sentirla cantare dai bersaglieri, anche se con altre parole;
    chissà se l’anpi e la Boldrini se ne saranno accorti? Ma ignoranti come sono non ci faranno neppure caso!

  • Maria AIMOLA 6 gennaio 2020

    Per fortuna che c’è ancora chi si ricorda della nostra bandiera

  • GIUSEPPE MOSCHETTO 6 gennaio 2020

    AMO CHI AMA L’ITALIA E LA PACE

  • sergio la terza 6 gennaio 2020

    La canzone era …ALLARME SIAMO FASCISTI…..bravissimi i BERSAGLIERI A RICORDARE.

  • Alberto Lazzari 6 gennaio 2020

    Anno 1858 Inno di Garibaldi inizia con le stesse parole i fascisti l’hanno “copiato” ed i Bersaglieri l’hanno adattato ad un loro inno con la loro musica, inno che da tempo suonano .
    W. I Bersaglieri

  • Ennio 6 gennaio 2020

    Uno spettaco,lo davvero mozzafiato evvia l’Italia evviva le forze armate evviva i Bersaglieri ……

  • Pino 6 gennaio 2020

    Opportuno sarebbe stato menzionare il titolo della marcia intonata dagli uomini che sostenevano il tricolore. Marcia rintracciabile in rete. Marce ed arie che dovrebbero essere note anche ai contemporanei essendo intonate – a loro tempo- da militari che, come noto, (eccezione fatta per alcuni gruppi) non avevano obbligo di iscrizione al partito né erano ad esso riconducibili. Il valore patrio era ed è un valore di per se, non era asservito a nessuna ideologia partitica.

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