Taser, approvato dal Consiglio dei ministri. Ma è ancora atteso il parere del Consiglio di Stato

venerdì 17 gennaio 14:06 - di Redazione
TASER IL MINISTRO MATTEO SALVINI IMPUGNA UN TASER

E’ stato approvato in Consiglio dei ministri il regolamento che disciplina l’uso del taser.
Adesso la questione del taser dovrà passare il vaglio del Consiglio di Stato. E, poi, tornerà nuovamente in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.
La pistola a impulsi elettrici entrerà, quindi, nelle dotazioni delle forze di polizia. se anche il Consiglio di Stato darà parere positivo.

L’introduzione del taser ha richiesto un periodo di sperimentazione in alcune città italiane.

La scarica del Taser interferisce con il Sistema Nervoso Centrale

Polizia, carabinieri e guardia di Finanza hanno potuto sperimentare la versione “Taser X2” a Milano, Torino, Genova, Padova, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Caserta, Napoli, Brindisi, Catania e Palermo.

Il Taser – acronimo di Thomas A. Swift’s Electronic Rifle – utilizza una scarica elettrica per mmobilizzare il soggetto colpito. E fa contrarre i muscoli. Provocando, quindi, dolorosi spasmi.

Una volta azionato con una sorta di grilletto, espelle due piccoli aghi collegati da fili elettrici al dispositivo. Aghi che, a contatto con il soggetto colpito, trasferiscono una scarica ad alta tensione ma di brevi impulsi.

Il Taser «interferisce con il Sistema Nervoso Centrale e periferico. Giacché i neuroni motori, come tutti gli altri neuroni, comunicano attraverso potenziali elettrici», spiega il dottor David Sbardella.

Classificato tra le armi da difesa «meno letali», il Taser, definito dissuasore elettrico, è stato, tuttavia, inserito dall’Onu nella lista degli strumenti di tortura.

Secondo Amnesty International negli Usa l’arma sarebbe responsabile di centinaia di morti.

Registra colpi sparati, ora e data su una memory card

Dotato di una memory card che registra la data, l’ora e il numero dei colpi sparati, ha un raggio d’azione di poco meno di 7 metri. E gli aghi sparati non devono necessariamente penetrare gli abiti del target per agire.

Il Taser è, attualmente, in dotazione alle Forze di polizia in circa 107 Paesi. Tra i Paesi che lo hanno adottato ci sono Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya. E, in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito.

«Accogliamo favorevolmente l’introduzione del taser come strumento di dissuasione», dice il segretario generale del sindacato di polizia, Mosap, Fabio Conestà.

«I cittadini – ricorda Conestà – chiedono più controlli. E più presidi nelle zone maggiormente sensibili alla criminalità e al degrado».

«I tempi sono cambiati. Oggi, troppo spesso – avverte il segretario del Mosap – le forze dell’ordine si ritrovano in situazioni dove la violenza cieca e inusitata di certi personaggi che nulla hanno da perdere, può, facilmente, trasformare una semplice perquisizione o un normale controllo, in una situazione di serio rischio per l’incolumità degli agenti».

Ecco perché, conclude Conestà, «la scelta di dotare le forze dell’ordine della pistola taser va nella giusta direzione. Perché è una risposta chiara e consapevole ad un problema sempre più reale».

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