‘Ndrangheta, arrestati a Reggio Calabria i killer del tabaccaio freddato perché non si piegò ai boss

martedì 14 gennaio 10:59 - di Redazione
'ndrangheta

‘Ndrangheta colpita. La polizia di Stato, con l’operazione “Giù la testa”, ha portato a 4 arresti, individuando mandante ed esecutore dell’omicidio di Bruno Ielo:  il tabaccaio ucciso con un colpo di pistola alla testa il 25 maggio 2017.  Si tratta di Francesco Mario Dattilo, indicato come il killer operativo; Francesco Polimeni e Cosimo Scaramozzino. Fu plateale l’esecuzione contro il commerciante 66enne, con la pistola abbandonata accanto al cadavere. Motivo:  non si era voluto piegare al diktat della cosca di chiudere la tabaccheria. Facendo pertanto concorrenza a quella del mandante dell’omicidio. Che è elemento di spicco della famiglia Tegano.

‘Ndrangheta, blitz contro la cosca Tegano

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di omicidio premeditato, tentata estorsione, rapina e tentato omicidio aggravati dalla circostanza del metodo mafioso; e dall’avere agevolato la ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca Tegano. Cosca operante nel quartiere Archi di Reggio Calabria.

La dinamica del delitto Ielo

Gli investigatori hanno  ricostruito la dinamica del delitto.  Ad agire furono Francesco Polimeni e Cosimo Scaramozzino. Seguivano la vittima con una Fiat Panda rossa. Erano in stretto raccordo operativo con il killer Francesco Mario Dattilo, a bordo di uno scooter. La  moto e la vettura si alternavano ripetutamente nel pedinamento lungo la strada che la vittima stava percorrendo per ritornare a casa.

Il delitto, secondo gli investigatori della Squadra mobile, “con la sua efferatezza e connotazione simbolica, doveva riaffermare di fronte a tutta la comunità la perdurante operatività della cosca. Pronta a reprimere chiunque osasse metterne in discussione la sua potenza criminale e il dominio sul territorio”.

Klaus Davi: “Io minaciato per quell’inchiesta”

Ha commentato Klaus Davi, massmediologo, giornalista, noto per la sua battaglia contro la ‘ndrangheta: “Non so se il mandante dell’omicidio di Ielo sia stato Franco Polimeni tra poche ore lo apprenderemo.  Ma nell’aprile del  2018 documentammo con una dettagliata  inchiesta  che il clan Tegano controllava ben due tabacchini a a Reggio Calabria”, ricorda. “Uno a Gallico e uno a Pellaro. A Pellaro i plenipotenziari erano Ciccio Saraceno e Gino Molinetti. Il Saraceno, uomo di Molinetti, era sempre nel bar di Pellaro e lo gestiva per suo conto”, così scrive Klaus Davi sul proprio profilo fb. “Per questi articoli fummo minacciati dalla stessa figlia di Polimeni”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica