Arriva il cuneo elettorale, ma scade dopo 6 mesi: è un’elemosina per vincere in Emilia

venerdì 24 gennaio 11:01 - di Monica Pucci

Nella serata di ieri è arrivata la mossa del “giaguaro”: il taglio delle tasse elettorale. Per provare a vincere in Emilia e in Calabria. Quei furbacchioni del governo, a tarda sera, hanno dato via libera, in Consiglio dei ministri, al decreto per il taglio del cuneo fiscale sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. Peccato che i soldi ci siano solo per sei mesi, come spiegano i principali quotidiani italiani. Stanziati 3 miliardi di euro per il 2020, con l’introduzione della misura, a partire da luglio, che amplierà la platea dei beneficiari del bonus Irpef passando da 11,7 a 16 milioni di lavoratori. Ma a fine anno bisognerà trovare altri soldi.

Cuneo fiscale, cosa dice “Repubblica”

Si tratta, a tutti gli effetti, di una “sperimentazione” (elettorale…). Secondo la nota di  Palazzo Chigi, “il decreto che ha stanziato 3 miliardi di euro per il 2020 per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, interviene per rideterminare l’importo. Ed estendere la platea dei percettori dell’attuale ‘bonus Irpef’ – si legge nella”.

“Dal 1° luglio 2020, il vecchio bonus di 80 euro aumenta quindi a 100 euro mensili per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi. Coloro che percepiscono un reddito da 26.600 euro a 28.000 euro, beneficeranno per la prima volta di un incremento di 100 euro al mese in busta paga. In pratica, anche questo è un piccolo bluff, sono i vecchi 80 euro renziani, ampliati.

E finanziati per sei mesi, come scrive Repubblica: ” Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma del cuneo fiscale. Ma solo per sei mesi. Il testo approvato in serata da Palazzo Chigi, dispone in via sperimentale a partire da luglio più soldi in busta paga per chi guadagna nella fascia da 8 mila a 40 mila euro. Il decreto prevede lo stanziamento di 2,9 miliardi per 16 milioni di lavoratori dipendenti italian”. Ma solo nella seconda metà del 2020. I nuovi percettori saranno in totale 4,3 milioni.

Ed ancora: “La relazione tecnica spiega che “l’intervento normativo si applica limitatamente alle prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, in attesa di una revisione degli strumenti di sostegno al reddito”. I 5 miliardi per il 2021, dunque, sono sulla carta. Ammesso che questo governo esista ancora a dicembre.

Commenti

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  • maurizio pinna 24 gennaio 2020

    Sembra di essere tornati ai tempi del “Comandante” Achille Lauro, famoso politico partenopeo, che quando si avvicinavano le elezioni elargiva regalie, gratifiche e simili. Penso, comunque, che tali trucchi abbiano fatto il loro tempo.

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