Storace: “Alla Pisana opposizione solo da Fdi. Dov’era la Lega sul bilancio?”

domenica 22 dicembre 10:15 - di Redazione

Considerazioni amare sulla Pisana dall’ex governatore del Lazio, il nostro direttore Francesco Storace. Il bilancio della Regione approvato in appena undici ore e tre giorni scarsi di discussione. Nell’opposizione – denuncia Storace in un corsivo sulla pagina Fb 7colli – si è sentita solo la voce di Fratelli d’Italia. Lega e Fi solo per dichiarazione di voti, nessun segnale da Cinquestelle e Cambiamo di Toti.

“Se non ti rispetta il nostro popolo, è inutile strillare a vuoto. “Voglio il sindaco”. “Il governatore spetta a noi”. Ogni giorno una voce diversa dalla Lega per pretendere spazio politico a Roma e nel Lazio. Ma glielo dite a Salvini che ci fate con i voti, a partire dalla Pisana?”: è la domanda che pone Storace.

”Alla Pisana solo la voce di Fdi”

“Sono due giganti, Zingaretti e il suo vicepresidente Leodori – aggiunge nell’articolo Storace – ad aver addomesticato quasi tutta l’opposizione. Perché almeno Fratelli d’Italia ha fatto sentire la sua voce.

Tre ore giovedì, sei ore venerdì e appena due ieri, giornata conclusiva. Grosso modo una decina di ore per i consiglieri di Fdi, poi il silenzio. La Lega tre minuti in dichiarazione di voto finale, Forza Italia cinque, Cinquestelle non pervenuti. Cambiamo di Toti idem”.

La rivoluzione che non c’è

“Se non ci fosse stato il gruppo di Fratelli d’Italia – rileva l’articolo – un bilancio pari a quello di una Nazione tipo l’Olanda – 35 miliardi fra competenza e cassa – sarebbe passato in un’ora, al massimo due. Emendamenti a valanga ritirati. Pratica sbrigata senza rubare nemmeno qualche ora al sonno. Alla Pisana è stato servito il bilancio a Zingaretti, a Leodori, alla maggioranza. E se ci rivolgiamo in particolare alla Lega è perché non è giusto raccontare, almeno da queste parti, una rivoluzione che non c’è. La politica è sacrificio, lotta e se serve anche ostruzionismo. Nulla di tutto questo. E poi capisci perché è inutile parlare di mozioni di sfiducia”.

“Conviene aspettare – è la conclusione – che si voti per le politiche per cambiare in regione. Sempre che chi meno fatica non pretende di avere più potere. Non si scherzi proprio se non si fa nemmeno opposizione”.

Commenti

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  • Sandro Cecconi 22 dicembre 2019

    Signore e Signori,

    il centrodestra è completamente evaporato per la sommatoria di due egoarchi che credendo di essere dei grandi strateghi in realtà si sono comportati e contiinuano a comportarsi per proprie scelte scellerate, codazzi compresi, come due aspiranti guardiani di greggi di pecore.

    Per ora siamo stati già troppo indulgenti nei confronti di questi due minus habens intellettuali.
    Una semplice domanda: non vi sembra che sia giunto il momento di far pervenire chiaro, forte e spiazzante il nostro pensiero per far conoscere i nostri punti di caratterizzazione agli elettori, in special modo a gran parte di coloro che sono lontani dalle urne. Un simile posizione netta ci consentirebbe di raggiungere due obiettivi strategici rilevanti e indispensabili: 1) il raggiungimento a livello nazionale di percentuali di elettori almeno doppi rispetto agli attuale; 2) far comprendere ai due aspirante pastorelli e loro codazzi di plauditores che o la smettono con questo loro comportamento sconsiderato e demenziale oppure “ognun per se e Dio per tutti”.

    Nella storia dell’umanità i peggiori disastri sono stati commessi proprio da dei poveri imbecilli che si sono autoproclamati grandi geni quando in realtà erano e continuano ad essere soltanto braccia rubate all’edilizia e all’agricoltura. Dico ciò con tutto il rispetto soltanto per i veri edili e agricoltori/contadini.

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