Se il premier di domani si chiamasse Giorgia e fosse donna, madre, cristiana…

lunedì 2 dicembre 6:00 - di Francesco Storace

Quella della Meloni è un leadership conquistata. E serve anche al centrodestra sovranista offrire al popolo italiano più opzioni, compresa quella per Giorgia premier: competition is competition. E a Palazzo Chigi vada chi ha più voti. Per una donna sarebbe la prima volta a furor di popolo.

La chiave del successo di Giorgia Meloni non sta nelle urla. Anzi, ora che è molto più pacata ma ancora più determinata, prende applausi senza massacrare le sue corde vocali e le orecchie di chi la ascolta. Infilza e demolisce. Abbatte e ricostruisce. Ma sempre con un sorriso e con fermezza. Capace di indignazione e di speranza.

Studiare. In politica, nella politica dei post e dei tweet, non lo fa più nessuno. Ieri, a Bologna, è stato impressionante vedere messi in fila, con straordinaria chiarezza, i numeri della manovra di Conte e quella alternativa di Fdi: dietro le cifre dell’opposizione nazionale le persone, le vite di ciascuno di noi. A partire dal coraggio di dire basta a quel reddito di cittadinanza che si è trasformato in un flop.

Una costante per Giorgia: l’interesse nazionale

Problemi e soluzioni, non slogan. Partendo da una stella polare costante: l’interesse nazionale. E oggi ci sarà il bis alla Camera quando Giorgia Meloni impartirà una lezione di politica a Conte sul salvaStati salvaPoltrona. Del premier, appunto. Quello di oggi.

Sì, anche Giorgia Meloni può ambire a fare il premier. Non ha bisogno di bearsi come Conte di fronte alle telecamere, lei non deve mentire pure a se stessa, perché considera la coerenza il valore della politica.

È ovvio che contro la leader di Fratelli d’Italia alla guida del centrodestra si scatenerebbero sardine e dinosauri. Ma ad occhio non è il tipo da avere paura. È l’alternativa più credibile alla sinistra. Chissà se un sogno non possa trasformarsi in realtà.

Per portare alla vetta del governo della nostra Patria finalmente una donna, assieme alle voci di tutte le donne, di tutte le madri, di tutti i cristiani e tutte le cristiane.

Cone si diceva al tempo della Thachter? “Se vuoi far sapere una cosa dilla a un uomo. Se vuoi realizzarla dilla a una donna”. Sta a vedere che il destino finalmente si schiera da questa parte…

Certo, è l’analisi della tifoseria. Ma trovateli altri leader che abbiano tanti buoni motivi per essere amati. Amati, non temuti.

Commenti

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  • Mauro Colella 2 dicembre 2019

    sempre sostenuto Giorgia e una donna degna di stima dal popolo Italiano,l’unica nostra certezza di giustizia ed equità sociale,praticamente immensa sorgente di onestà professionale, stimata dagli Italiani onesti sempre in crescita,W F D I

  • Pier Giorgio Francia 2 dicembre 2019

    Troppo brava l’on. Meloni. Ora la vedo figlia di quel partito, il MSI, che ci ha insegnato l’onore, l’amore per l’Italia, il rispetto della religione, l’amore per la famiglia.
    Complimenti e un forte abbraccio (se me lo posso permettere).
    Pier Giorgio Francia

  • Sandro Cecconi 2 dicembre 2019

    Storace,

    nei giorni scorsi Giorgia Meloni ha posto un problema molto serio quando fece l’affermazione con la quale disse che tra poco Conte dovrà chiarire chi dei due ha mentito e mente sul MES.

    Ebbene tra poco lo sapremo.

    Per quanto riguarda le riflessioni che lei ha scritto, le dico che le condivido tutte, ma ora dipenderà solo dalle scelte che Giorgia Meloni e la dirigenza del partito farà sul tema economico che trovo essere l’anello debolissimo dell’intero programma.

    Il mio suggerimento l’ho dato e lo reitero. Gli italiani vogliono capire molto bene non solo sull’immigrazione e sicurezza ma anche sul fronte economico per ragioni più che comprensibili.

    Quindi siamo arrivati al punto che chiunque sbaglierà una mossa sarà destinato alla totale distruzione. E per cortesia, smettiamola di seguire follie proposte da altri come la flat tax in questo momento. E bene ha fatto Giorgia Meloni a proporla per i soli redditi incrementali. Se gli ipotetici alleati vogliono suicidarsi, li dobbiamo lasciare al proprio destino che sarà in men che non si dica quello descritto poco sopra.

  • Toscana invasa da Comunisti e Massoni 2 dicembre 2019

    GIORGIA MELONI
    PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    In Toscana NON E’ facile dichiarare di essere anticomunista e anche non essere massone.
    Vorrei Giorgia Meloni Presidente della Repubblica
    e
    Matteo Salvini PdC.

    Fuori dall’euro e dall’europa che ci è costata quasi 1000 MLD in 20 anni;
    Chiudere tutte le frontiere;
    Tagliare il debito dello stato pagandolo con gli stipendi pubblici da 1750 euro in su da livellare.

  • Roberto 2 dicembre 2019

    Magari

  • Rossi Agostino 2 dicembre 2019

    Sarebbe la persona giusta al posto giusto, forza Giorgia, piaci a milioni di italiani, chissa`che il nostro sogno non diventi realta`

  • Mauro Roberto Rossi 2 dicembre 2019

    Per i principi, le prospettive, il carattere e la comunicatività potrebbe essere un ottimo Premier per Tutti: Quanto, con a monte, una carriera portata avanti con tenacia e determinazione su una direttrice, che soprattutto oggi, si riconferma giusta. Brava Giorgia ti meriti di ricevere tanto riconoscente affetto. Con stima.

  • Benedetta Violi 2 dicembre 2019

    Magari e Salvini come Ministro dell’Interno

  • Giovanni di bella 2 dicembre 2019

    Dovevi vedere come la cantavano al diciottesimo diuna ragazza sabato sera , tutti, solo una storceva ll naso

  • eddie.adofol 2 dicembre 2019

    MAGARA LA VOTO SUBITO LEI PREMIER SALVINI MINISTRO DELL’INTERNO. NON C’E’ TRIPPA X GATTI. prima gli italiani veraci-

  • maurizio pinna 2 dicembre 2019

    La prendo da lontano. Strano personaggio Giuseppe Marozin. nel 1936 è in Spagna coi franchisti, mentre l’ 8 settembre 1943 lo coglie a capo di una formazione partigiana, socialista, denominata Pasubio. Il 25 aprile è a Milano e come riferirà in un processo ebbe ordine di assassinare l’attrice Luisa Ferida, un femminicidio di cui la sinistra “finge” spesso orrore, e per di più incinta, il mandante, futuro Capo di Stato sa tutto ma testardamente non recede, Marozin testimonierà che fu tempestato di telefonate con minacce di mettere al muro anche lui se avesse desistito. Tutto questo per dire che loro, il compagno mitra non l’hanno mai congedato e il nemico politico non lo combattono nelle urne, se c’è l’occasione lo eliminano. Ammiro molto Giorgia e vedo che giustamente si espone molto e penso di non essere un visionario se con certi personaggi in giro temo molto per Lei.

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